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Sanità: proposte, non solo lamentazioni


Salute

Gli stranieri che hanno problemi di salute in Italia trovano prestazioni, spesso gratuite se in pronto soccorso per questioni gravi, o comunque a costi molto contenuti che non hanno uguali in altri
Paesi. In generale fanno questo commento: voi vi lamentate, ma tenetevi stretto questo Servizio Sanitario Nazionale. Ciò non vuol dire che non vi siano problemi anche significativi, quali sono le lunghe liste di attesa, le difficoltà per l’assistenza a lungo degenti, medici di medicina generale che molto spesso non visitano a casa, tempi lunghi passati in pronto soccorso.

Assumendo la cultura secondo cui chi osserva le cose che non vanno deve anche preoccuparsi di fare proposte, un gruppo di accademici, di professionisti e manager del Ssn ha elaborato una proposta denominata “idee nuove per un servizio sanitario equo e sostenibile”. La logica di questa proposta può essere riassunta in questi termini: il contesto economico e sociale nel quale va declinato l’Articolo 32 della Costituzione è profondamente cambiato in positivo poiché il progresso delle conoscenze scientifiche e tecnologiche ha consentito di allungare l’aspettativa di vita e di affrontare con successo patologie e condizioni di salute gravi e severe. Da questi effetti positivi deriva anche la principale criticità del sistema dei servizi della salute che, oltre alle patologie acute,deve e dovrà sempre più prendersi cura di condizioni di cronicità e disabilità, mentre sarà sempre più difficile adeguare le risorse finanziarie pubbliche-private, in quanto i sistemi di welfare europei sono e saranno sempre più sotto pressione a causa delle dinamiche demografiche, con molti anziani e pochi giovani, come evidenziato dai dati Istat usciti il 31 di agosto. La proposta si articola in 21 grandi tematiche, tra le quali ho scelto quelle che ritengo di maggiore interesse per i soci di CNA Pensionati.

In primo luogo, il tema delle equità e delle accessibilità esplicitato nei seguenti termini: il Ssn promuove la tutela della salute secondo il principio di equità intesa come servizi diversi per bisogni diversi, tramite una stratificazione della popolazione per gruppi omogenei di patologie acute, condizioni di cronicità e disabilità e livello di literacy sanitaria e conseguente propensione all’aderenza alle terapie e ai percorsi di cura. L’equità viene perseguita tramite interventi finalizzati a individuare in modo tempestivo e precoce anche i bisogni sociosanitari non esplicitati, ridurre la variabilità di consumi sanitari non correlati a differenze di carattere epidemiologico e di struttura della popolazione e evitare complicanze che riducono l’accessibilità ai servizi.

In relazione alla numerosità, severità delle condizioni di salute e alle caratteristiche dei territori di riferimento, delle competenze, delle infrastrutture digitali e dei sistemi di trasporti pubblici e privati, vengono definiti il finanziamento e la rete dei servizi. Tramite modelli organizzativi a rete, la mobilità dei professionisti e l’uso di tecnologie da remoto sono garantite ad ogni territorio le competenze professionali e la qualità dei servizi appropriati con l’obiettivo di aumentare l’efficacia e l’equità delle cure e ridurre la mobilità intra e inter-regionale impropria, pur nel rispetto della libertà di scelta del cittadino.

In secondo luogo, il tema dell’assistenza territoriale, delle cure primarie, che si è preferito definire assistenza di prossimità e stabilità relazionale: la prossimità e la relativa stabilità relazionale è garantita dal setting di cura responsabile della presa in carico del cittadino, a seconda delle sue condizioni di salute, potendo variare dal distretto, alla casa di comunità, a una Unità operativa ospedaliera o a un dipartimento specialistico territoriale.

Il Ssn garantisce un professionista stabile di riferimento per il paziente soprattutto per condizioni di cronicità, di fragilità e non autosufficienza e per condizioni che richiedono lunghi trattamenti. Il professionista di riferimento può essere un medico, un infermiere, un riabilitatore o altro professionista della sanità a seconda delle condizioni e del percorso. Quando possibile il professionista di riferimento è scelto dal paziente stesso. La stabilità della relazione permette la costruzione di un rapporto di cura basato sulla conoscenza e l’accumularsi di fiducia reciproca, la capacità di contestualizzare diagnosi e terapie alle competenze sanitarie e alla rete sociale della persona, risultando quindi strutturalmente più efficiente, più efficace e più umano. La stabilità relazionale e l’accumulo di fiducia favoriscono l’adozione di logiche di servizio multicanale, che miscelano prestazioni in presenza e da remoto.

L’accessibilità ai servizi di diverso livello viene offerta secondo la logica della multicanalità sincrona e asincrona valorizzando tutti gli strumenti e le piattaforme disponibili: de visu, totem in situ, telefono, whatsapp, APP, piattaforme web based. L’uso dei diversi canali deve considerare le conoscenze e le competenze dei diversi gruppi di destinatari e deve essere diversificato sulla base dei bisogni, della cultura e degli stili comunicativi. Il paziente ha il diritto di indicare il canale che preferisce utilizzare per tipologia di servizio o fase del processo di cura. La multicanalità è garantita dal ricorso a tecnologie che consentono:
• un veloce, facile e sicuro accesso alle informazioni da parte dei professionisti e dei pazienti;
• il combinarsi di momenti di interazioni in presenza e a distanza sincrona e asincrona tali da valorizzare la dimensione relazionale e il rapporto fiduciario.

L’assistenza di prossimità viene garantita anche dalla riorganizzazione del sistema di cure primarie della medicina generale, della pediatria di libera scelta e dai Medici dell’assistenza primaria. La coerenza con la programmazione aziendale è perseguita tramite: contratti di risultato per gruppi di medici associati, budget globali di salute per la popolazione assistita, target di outcome clinici e organizzativi, reporting trimestrale e audit annuali, sistemi di incentivi collegati alla performance.

A questi due grandi blocchi si aggiungono temi altrettanto significativi quali: Finalità del sistema dei servizi della salute; Universalismo; Umanizzazione, partecipazione e coinvolgimento; LEA, tassi di copertura dei bisogni e finanziamento; L’approccio One Health ai determinanti di salute; Long-Term-Care (LTC); Sanità di iniziativa e distretti, che potranno essere presentati in futuri contributi.

 

Elio Borgonovi

Presidente onorario CeRGAS SDA Bocconi