Mal di testa inspiegabili, vertigini, aumento peso, alti livelli di zucchero nel sangue, ipertensione, colesterolo e trigliceridi alti, e il girovita che continua a crescere.
Si chiama sindrome metabolica, e colpisce quasi quasi un over60 su due. Intendiamoci, la sindrome non risparmia neanche i giovani, ma chi è un po’ più avanti negli anni deve prestare un’attenzione maggiore a questo problema, che aumenta il rischio di eventi cardiovascolari.
“Questa patologia – ha detto all’Ansa Annalisa Noce, professore associato di nefrologia presso l’Università degli studi di Roma, Tor Vergata – comporta costi sanitari e sociali non indifferenti. Sarebbe opportuno, pertanto, riuscire a trovare una strategia preventiva che aiuti ad abbattere le spese sanitarie ad essa legate”..
Prevenire si può, basta adottare uno stile di vita che tenga nella giusta considerazione l’attività fisica e un’alimentazione adeguata. “I fattori di rischio che portano allo sviluppo della sindrome metabolica – chiarisce la studiosa – sono spesso correlati a stili di vita scorretti, quali una scarsa o assente attività fisica e scorrette abitudini alimentari”.
“Adottare un corretto stile di vita, associato a sane abitudini alimentari che seguono i principi della dieta mediterranea, anche in associazione ad alimenti funzionali ricchi di composti naturali bioattivi, potrebbe rappresentare un’ottima strategia preventiva ma anche una strategia terapeutica adiuvante una volta che la sindrome metabolica si è sviluppata”.
Tra gli alimenti che giocano un ruolo chiave nella prevenzione “merita particolare attenzione l’olio extravergine d’oliva. Alcuni studi scientifici hanno messo in luce la sua azione anti-infiammatoria, antiossidante e, soprattutto, cardioprotettiva. Le possibili azioni benefiche dell’olio sembrerebbero essere indotte dal suo elevato contenuto in composti polari minori, quali tirosolo, idrossitirosolo, oleocantale e oleuropeina. In particolar modo, l’oleocantale sembrerebbe essere in grado di esercitare effetti anti-infiammatori e svolgere un’importante azione anti-ossidante”.
L’unità di nefrologia e dialisi del Policlinico Roma Tor Vergata sta svolgendo uno studio clinico su pazienti affetti da sindrome metabolica, con l’obiettivo di verificare “se la dieta mediterranea personalizzata, in combinazione con l’integratore alimentare a base diPEA-r e idrossitirosolo – conclude la professoressa – possa rappresentare una valida strategia terapeutica adiuvante per contrastare le comorbidità tipiche della sindrome metabolica e per migliorare la qualità di vita dei pazienti”.