Le famiglie più colpite dalla fiammata inflazionistica del 2022 sono quelle dei pensionati italiani, specialmente quelle appartenenti ai due quinti di spesa più poveri, che perdono tra il 2018 e il 2022 il 10,6% del reddito reale. Fortemente colpite risultano anche le famiglie di pensionati dei quinti più ricchi, con una perdita del reddito reale pari al 7,5%. E’ quanto risulta dal Rapporto Annuale INPS presentato oggi alla Camera, da una elaborazione su un campione di 40.052 individui di 20.314 famiglie rappresentative di circa 25 milioni di nuclei in Italia.
“Dall’analisi condotta, si legge nel Rapporto, emerge che uno dei fattori di contenimento del crollo dei redditi reali a seguito dell’inflazione sia la maggiore offerta di lavoro, mentre la perequazione pensionistica assume un ruolo assai marginale”.
Le famiglie nel quinto di reddito più basso, infatti, hanno sperimentato tra il 2018 e il 2022 un aumento dei prezzi nel loro paniere di riferimento del 15%, circa cinque punti in più di quanto sperimentato dall’ultimo quinto, quello con il reddito più alto. L’Inps sottolinea che le famiglie di lavoratori, però, hanno retto rispetto all’aumento dei prezzi aumentando l’offerta di lavoro mentre per quelle dei pensionati si è registrato un calo netto dei redditi. I primi due quinti delle famiglie di pensionati hanno perso, appunto, tra il 2018 e il 2022 il 10,6% del reddito reale, perdita 10 volte maggiore di quella delle famiglie con solo redditi da lavoro.
I numeri del Rapporto
I pensionati italiani nel 2022 erano circa 16,1 milioni, invariati rispetto al 2021 per una spesa di quasi 322 miliardi. Lo si legge nel Rapporto dal quale emerge che gli uomini, pur essendo circa il 48% del totale, concentrano il 56% della spesa, ovvero 180,4 miliardi contro i 141,5 erogati alle donne. Per gli uomini l’importo annuale medio è di circa 23.182 euro, per il 36% circa superiore a quello delle donne (16.994).
Dividendo l’importo annuale per 12 mesi (con la tredicesima inclusa nei singoli mesi) l’importo medio mensile del reddito da pensione è di 1.931 euro per i pensionati e 1.416 per le pensionate.
Le pensioni delle donne
In pratica le donne ricevono in media 515 euro in meno al mese (dividendo l’importo annuo per 12 mesi), circa il 26,67% in meno di quanto erogato in media ai pensionati. Il dato, evidenzia l’Inps, risente del fatto che ci sono molte donne con carriere lavorative corte o assenti che ricevono quindi pensioni in media più basse.
Dei pensionati italiani (uomini e donne), il 96% circa percepisce almeno una prestazione dall’Inps e ha un reddito lordo mensile medio di circa 1.687 euro (sempre diviso per 12 mesi). Il restante 4% non beneficia di prestazioni da parte dell’Inps, ma percepisce rendite Inail o pensioni di guerra o ancora pensioni da Casse professionali, Fondi pensione e Enti minori .
I numeri delle prestazioni previdenziali e assistenziali
I trattamenti previdenziali, ovvero le pensioni di anzianità/anticipate, vecchiaia, invalidità e superstite, assorbono il 92% della spesa, mentre quelli assistenziali, ovvero le prestazioni agli invalidi civili e le pensioni e gli assegni sociali, il restante 8%. La voce che incide di più sulla spesa sono le pensioni di anzianità/anticipate con il 56% del totale, seguite dalle pensioni di vecchiaia che assorbono il 18% e dalle pensioni ai superstiti che assorbono oltre il 13%. Le prestazioni agli invalidi civili rappresentano il 6% del totale; per ultime ci sono le pensioni di invalidità e le pensioni e assegni sociali che rappresentano rispettivamente il 4% e il 2%. In totale le prestazioni previdenziali e assistenziali erogate dall’Inps nel 2022 sono 20,8 milioni.
Gli importi delle pensioni
Nel complesso l’importo medio della singola pensione mensile è pari a 1.123 euro (per 13 mesi) ma se per la pensione anticipata la media è di 1.915 euro al mese per quella di vecchiaia è di 889 euro. I due terzi delle pensioni anticipate è erogato agli uomini. Per l’invalidità previdenziale la media di importo per le pensioni vigenti nel 2022 è di 1.018 euro al mese mentre per i superstiti è di 747 euro. Tra le prestazioni assistenziali la media per le pensioni e gli assegni sociali è di 476 euro al mese e per le prestazioni agli invalidi civili è di 469 euro.
I numeri di Quota 100 e le altre uscite anticipate
Secondo il Rapporto INPS sono quasi 433mila le persone andate in pensione con Quota 100 (432.888). Il Rapporto sottolinea come dopo le quasi 380mila uscite nel triennio di vigenza della misura (2019/2021) nel siano uscite altre 51mila nel 2022 avendo maturato i requisiti negli anni precedenti e 2.498 nel 2023 (al 31 maggio). Il ricorso a Quota 102 (l. n. 234 del 2021) è invece stato modesto per cui le liquidate nel 2022 sono poco meno di 5.700 (altre 4.874 uscite sono state rilevate nel 2023), mentre nel 2022 è nuovamente aumentato il ricorso a Opzione donna (oltre 26.000 le domande accolte nell’anno). Nel 2023 è atteso un calo vista la stretta sui requisiti. Quest’anno sono già state accolte 5.125 domande per Quota 103 (62 anni di età ed almeno 41 di contributi) nei primi cinque mesi.