L’INPS raggiunge il record storico di 27 milioni di assicurati con un incremento di 400mila unità su base annua e di 1,5 milioni rispetto al periodo pre-pandemico. Il sistema pensionistico pubblico assicura il pagamento della prestazione a circa 15,7 milioni di pensionati, con un assegno medio di 1.884 euro. Questi alcuni dei dati del XXIV Rapporto annuale 2025 presentato alla Camera dal presidente Gabriele Fava. A trainare la crescita degli assicurati, secondo lo studio, è soprattutto il lavoro dipendente privato, mentre il lavoro autonomo tradizionale (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) continua la sua lenta contrazione. Dallo studio emerge tuttavia la penalizzazione delle pensionate: le donne si ritirano dal lavoro in media a 65,5 anni e prendono il 34% in meno degli ex lavoratori maschi. Il Rapporto sottolinea la tenuta del sistema, ma segnala anche le sfide demografiche. Entro il 2040, la popolazione in età lavorativa si ridurrà di 5 milioni di unità. L’INPS avverte sulla necessità di investire in occupazione femminile, giovanile e senior per garantire l’equilibrio del sistema.
I pensionati
I pensionati totali sono 16,3 milioni di cui 15,7 milioni pensionati INPS. Il 96% riceve almeno una prestazione dall’Istituto. L’importo lordo del reddito pensionistico medio mensile per tutti è di 1807 euro. Il numero totale delle prestazioni pensionistiche in pagamento è pari a 22,8 milioni. L’età media effettiva di accesso alla pensione, tuttavia, continua a salire. Si è passati da 64,2 anni nel 2023 a 64,8 nel 2024. Per le pensioni di vecchiaia l’età media è 67,2 anni, mentre per le pensioni anticipate si scende a 61,6 anni.
La disparità di genere
Le donne, ancora una volta, sono le più penalizzate. Vanno in pensione più tardi degli uomini, in media a 65,5 anni. E prendono il 34% in meno. L’importo lordo del reddito pensionistico medio mensile è di 1.610 euro, contro i 2.180 degli uomini. Anche in pensione la disparità non si colma: le donne rappresentano il 51% dei pensionati, ma ricevono solo il 44% della spesa pensionistica complessiva, pari a 161 miliardi di euro su un totale di 364 miliardi.
Le nuove pensioni
Le nuove pensioni aumentano (+4,5%), ma cambiano forma. Meno anticipate (-9%), più vecchiaia (+14,5%) e invalidità (+11,8%). Sempre più pensionati restano al lavoro: l’8,5% continua a lavorare dopo il pensionamento. Per scelta o per necessità.
Pensionati lavoratori in aumento
In aumento i pensionati che continuano a lavorare: secondo l’INPS, tra coloro che hanno lasciato il lavoro tra il 2021 e il 2022, l’8,5% ha mantenuto una qualche forma di attività lavorativa, anche dopo il pensionamento.