Aumentano le pensioni minime che arrivano a sfiorare i 600 euro, ma solo per il 2023 e per gli over 75. È uno dei punti contenuti nella manovra economica 2023, che dopo aver ottenuto il via libera dall’aula del Senato è diventata legge. La manovra, sulla quale il governo aveva posto il voto di fiducia, è passata con 109 sì, a fronte di 76 contrari e un astenuto.
Sono circa 5,5 milioni i pensionati italiani interessati all’aumento della pensione minima, che nel 2022 era di 525,38 euro al mese.
Novità anche per quanto riguarda la rivalutazione automatica degli assegni, che per il 2023 è stata fissata al 7,3%. Si tratta dell’adeguamento al costo della vita, che viene deciso di anno in anno in funzione del tasso di inflazione. In base a quanto contenuto nella manovra, per il biennio 2023-2024 i pensionati che prendono fino a 4 volte il trattamento minimo (fino a circa 2100 euro al mese) potranno contare sulla rivalutazione piena (100%). Significa incasseranno il 7,3% in più, per contrastare gli effetti del carovita. Per chi percepisce redditi pensionistici da 4 a 5 volte il trattamento minimo – fino a circa 2620 euro – la percentuale di rivalutazione passa all’85% (prima era dell’80%). Vedranno invece ridursi la percentuale i pensionati che percepiscono assegni più alti: l’indicizzazione diminuirà dal 55 al 53% per i titolari di assegni da 5 a 6 volte il minimo, fino a ridursi al 32% per le pensioni che superano il limite minimo di oltre10 volte (si parla di assegni di oltre 5.200 euro al mese). Nel 2023, infine, grazie a Quota 103 si potrà in pensione a 62 anni d’età e con 41 anni di contributi.