A marzo il prezzo del gas calerà di circa il 17%, passando a 0,83 euro per metro cubo. La stima è di Nomisma, sulla base dell’andamento del costo della materia prima sui mercati internazionali. Se dovesse restare sotto ai 50 euro per megawattora i clienti del mercato tutelato potrebbero risparmiare in media circa 234 euro in un anno. “Forse- ha sottolineato Nomisma Energia – abbiamo esagerato col panico lo scorso autunno, ma quel che conta sono i prezzi ora in forte calo”. L’attuale quotazione, secondo la stessa Nomisma, è la più bassa da dicembre del 2021 “e inferiore di 6 volte al picco dello scorso fine agosto, a oltre 300 euro”.
Il calo del prezzo del gas potrebbe non essere l’unica buona notizia di questi giorni. Il prezzo del gas, infatti, influisce anche su quello dell’elettricità. L’aggiornamento delle tariffe, che avviene su scala trimestrale, è previsto per aprile da parte di Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Con questi prezzi, secondo la società di ricerca, possiamo sperare in una flessione del 25% a 40 cent per chilowattora, con un risparmio su base annua per la famiglia tipo, che consuma 2700 chilowattora anno, di 363 euro”. In pratica, si potrebbe tornare ai valori di fine 2021, anche se siamo ancora in presenza di “livelli doppi rispetto alle medie di 20 cent”. La diminuzione del prezzo dei beni energetici dovrebbe avere effetti positivi anche sul tasso d’inflazione, che secondo Nomisma, di a marzo potrebbe scendere “pesantemente sotto il 10%”. Un’ottima notizia per l’Italia, considerando che siamo “il Paese più esposto, con il suo gigantesco debito, all’aumento del costo dei tassi di interesse”. Il calo dell’inflazione restituirebbe anche potere d’acquisto a pensioni e stipendi, e potrebbe “suggerire” alla Bce anche di abbassare i tassi di interesse, con benefici su mutui e prestiti a tasso variabile. Ma la crisi, conclude Nomisma, non può ancora considerarsi conclusa.