Si chiama “Assegno unico universale per anziani non autosufficienti”, è una prestazione che sarà concessa su richiesta alle persone avanti negli anni e bisognose di assistenza. Sostituirà, assorbendole, l’indennità di accompagnamento e tutte le altre prestazioni attualmente in vigore, come già avviene con l’assegno unico per i figli. Il disegno di legge delega che rivoluzione il concetto di assistenza è stato approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 19 gennaio 2023. Perché diventi effettivo deve passare in Parlamento ed essere approvato, dopodiché il Governo lo renderà esecutivo con i decreti delegati. Il termine per l’entrata in vigore dei decreti è fissato al 1° marzo 2024, come prevede il Ddl.
Una vittoria per la Cna Pensionati e il Patto per la non autosufficienza, che da anni rivendicavano nuove politiche di welfare disegnate su misura per gli anziani che hanno bisogno di assistenza. Il Patto, tra l’altro, ha elaborato un’articolata proposta di riforma per introdurre il Sistema Nazionale Assistenza Anziani in Italia, e portare un contributo al percorso sulla riforma per la non autosufficienza.
“Col disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri – si legge in una nota di Palazzo Chigi – il Governo sigla un Patto per la Terza età e pone le basi della riforma complessiva delle politiche in favore degli anziani e contro la loro marginalizzazione”.
Prima delle elezioni il governo Draghi aveva approvato un provvedimento per molti versi simile, in base alle linee guida contenute nel Pnrr. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha ripreso quel testo, attualizzandolo, per portare a compimento gli obiettivi fissati dal Pnrr.
Scendendo nel dettaglio, in base a quanto contenuto nel Ddl, l’importo dell’assegno non potrà essere inferiore a quello delle prestazioni di cui l’anziano usufruisce attualmente. In alternativa all’assegno sarà possibile richiedere la prestazione anche attraverso l’erogazione di servizi alla persona, tarati in base alle proprie necessità assistenziali. Il decreto prevede inoltre l’istituzione del Cipa (Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana), e la definizione dello Snaa (il Sistema nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente) – altra storica battaglia di Cna Pensionati e del Patto.
Sempre in tema di servizi sulla non autosufficienza e loro innovazione, il decreto prevede l’integrazione dell’Adi (Assistenza domiciliare integrata) e del Sad (Servizio di assistenza domiciliare), il primo erogato dalle Asl, il secondo dai servizi sociali comunali. Sempre in linea con le previsioni del Pnrr, il decreto prevede interventi per migliorare l’accessibilità, la mobilità, la rigenerazione urbana e l’inclusione sociale, per promuovere città (e abitazioni) “a misura di anziano”.