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Le famiglie allargate, l’arma segreta dei nonni


Varie, Welfare

24Le famiglie allargate non sono certo una rarità. Tuttavia  genitori, figli e nonni, ovvero il nucleo primario della famiglia sono chiamati a ‘maneggiare con cura’ questo preziosa prima cellula sociale che in cui l’affetto dovrebbe farla da padrone. Come si fa? lo abbiamo chiesto alla nostra psicologa Chiara Volpicelli.

La famiglia è il gruppo sociale per eccellenza e all’interno di essa gli individui sperimentano per la prima volta i rapporti interpersonali. È un sistema aperto, dinamico e interattivo e come tale non si può immaginare che il suo equilibrio sia costante e immutabile, per l’influenza di tantissimi fattori esterni, che toccano i diversi soggetti compartecipanti e le loro relazioni.

Con gli attuali 48 divorzi ogni 100 matrimoni celebrati (dati ISTAT ai quali vanno aggiunte le separazioni di fatto, oltre alle coppie che non si sono mai sposate) si comprende come un nuovo modello famigliare sia andato a insediarsi nel nostro tessuto sociale da qualche tempo, affiancandosi a quello tradizionale, e che questo influisca attivamente sulle dinamiche quotidiane: fratelli di sangue che convivono con quelli acquisiti e figure di riferimento che si moltiplicano e si confondono.

Per coloro che vanno tra i 65 e i 90, è un modo di percepire la famiglia che forse riporta a quando, per mancanza di economia, si condividevano modelli patriarcali, in cui molti erano i membri presenti e la promiscuità dilagava. Le famiglie allargate odierne, possono essere considerate un’evoluzione delle famiglie di un tempo, dove vi era un senso di comunità che oggi, al contrario, si confronta con l’isolamento dei vari nuclei.

Quale ruolo per gli over 60, quindi? La funzione degli anziani nel sostegno alla famiglia sta diventando sempre più centrale, a costituirsi perno di una sorta di welfare parallelo. I nonni aiutano figli e nipoti non solo con sostegni occasionali ma anche con investimenti economici capaci di coprirne le esigenze del presente e del futuro.

Il ruolo dei nonni è integrato al compito educativo degli adulti familiari non potendo essi più esimersi dalla richiesta incessante di sostegno. La nonnità non è più un elemento di contorno ma contribuisce al pieno funzionamento del sistema familiare. A causa, poi, del ruolo privilegiato dei nonni (spesso sono loro che prendono i nipoti o se ne occupano mentre i genitori lavorano), la complessità del loro compito è considerevolmente più pronunciata in famiglie problematiche (nipoti con disabilità, presenza di malattie, indigenza o altro).

L’anziano di casa può aiutare inoltre nella gestione di situazioni complesse, con comportamenti di mediazione: evitando di dare giudizi di qualunque tipo, aiutando il bambino ad accettare positivamente il nuovo assetto familiare, imparando a sostenere la diversità. Anche da parte dei nonni potrebbe esserci la possibilità di gestire “nipoti acquisiti”.

Diventa però fondamentale un lavoro personale di accettazione, per orientarsi sull’obiettivo che è la sanità delle relazioni interne e la crescita e salvaguardia dei più piccoli. Tra le difficoltà maggiori riscontriamo: la fantasia del nuovo arrivato come intruso/intrusa, che si collega alla categoria inconscia dell’amico-nemico, la rivalsa di fronte ai torti subiti, reali e non. Il buonsenso e il raziocinio danno sicurezza a tutti i membri della famiglia nelle decisioni da assumere e rappresentano un fondamento importante nella sfera etica e affettiva, perfino a fronte della frattura di un divorzio tra i genitori, in cui quasi sempre riescono a garantire un contesto relazionale equilibrato tra i membri in crisi.

Come sempre l’importante è avere chiaro qual è l’obiettivo del proprio ruolo, o costruirlo insieme, confrontandosi.