“Tra dieci o quindici anni è difficile immaginare settantenni lanciarsi sulle montagne russe. Dobbiamo allora pensare a esperienze più ‘pure’, evolute, complete, anche raffinate. Un parco divertimenti moderno non deve essere pensato solo per i bambini, ma per tutta la famiglia. Spesso, infatti, un bambino è accompagnato da tre adulti”. Parole di Stefano Cigarini, manager di lungo corso che a Roma ha lanciato Cinecittà World e oggi è amministratore delegato di Gardaland. Parole che significano molto perché spiegano come i parchi divertimento stiano progressivamente cambiando faccia, rigenerandosi e pensando alle attrazioni non solo per i più giovani ma anche per un pubblico senior.
In quanto, che “la curva” si stia spostando sempre più in avanti è un dato di fatto, basta guardare a ciò che succede nel mondo del lavoro. Recenti indagini dell’Istituto per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp) e della CNA hanno evidenziato il boom di lavoratori anziani nel nostro Paese. E lo stesso fenomeno ha registrato Unioncamere per quanto riguarda i titolari di micro-imprese. E allora se è così per il lavoro, dipendente e autonomo, lo è anche per il mondo del divertimento che è in continua espansione, una vera e propria industria.
In Italia si contano oltre 250 strutture tra parchi tematici, acquatici, faunistici e avventura per un giro d’affari complessivo che per AssoParchi tra ristoranti, hotel e merchandising supera i due miliardi di euro, con l’obiettivo di raggiungere i 2,5 miliardi nel 2027. Un’industria che impiega più di 60mila persone, tra posti di lavoro diretti e indiretti, e che per il 90% è in mano a piccole e medie imprese italiane ma che ha visto l’ingresso anche di colossi stranieri, come Merlin Entertainments, proprietaria proprio di Gardaland, o di fondi, come Magnetar Capital che recentemente ha rilevato lo Zoom Torino.
“Quello di aprire le porte a un divertimento che guarda ai più anziani è un trend in forte evoluzione – ha spiegato Maurizio Crisanti, direttore generale di AssoParchi – che sta ridefinendo i confini dell’intrattenimento nei parchi tematici. I più anziani non sono più semplici accompagnatori: sono protagonisti attivi, consapevoli, con una domanda crescente di esperienze che uniscano benessere, bellezza e suggestione”. D’altra parte, questo fenomeno all’estero si verifica già da un po’.
Basta andare a Londra e visitare ‘Madame Tussauds’ (quello che una volta si limitava a essere il Museo delle cere) e trovare i personaggi della Marvel, Mbappè e Ronaldo insieme a un signore attempato con il panciotto chiamato Winston Churchill o in Spagna dove al Port Aventura, vicino a Tarragona, oltre all’adrenalina delle montagne russe ci sono aree rigeneranti per i più anziani.
“La popolazione invecchia, ma resta giovane dentro – ha proseguito Crisanti – negli Stati Uniti, circa il 20% dei visitatori dei parchi ha oltre cinquant’anni e più del 63% non vive in famiglie con figli minori. In Europa, gli over65 superano già il 21% della popolazione, una fascia in continua crescita che rappresenta una risorsa e una sfida per l’intero comparto”. Così anche in Italia assistiamo a “sempre più coppie adulte, senza bambini al seguito, che scelgono i parchi tematici come luoghi di evasione, attratti da offerte che sanno andare oltre l’intrattenimento per i più piccoli o l’adrenalina pura”.
Esempi non ne mancano. E’ il caso del progetto di Caribe Bay, il parco acquatico vicino Jesolo, che ha realizzato un’area tematica dedicata al benessere con un ambiente immersivo, scenografico e multisensoriale, pensato per un pubblico maturo. O, se vogliamo restare a Gardaland, dell’area Bim Bum Bam, omaggio alla televisione italiana anni Ottanta che emoziona grandi e piccoli con la reunion tra Uan e Prezzemolo.
Giancarlo Salemi