Quante volte ci siamo sentiti ripetere: ‘mangia più piano! Se non mastichi, ti rimarrà tutto sullo stomaco.’
Con questo articolo proverò a fare un po’ di chiarezza sulla correlazione esistente tra il mangiare lentamente e lo stare in salute. Iniziamo dalla bocca. Questa rappresenta la via di ingresso per il cibo nel tubo digerente. Difatti, corrisponde al primo tratto di un percorso tortuoso che passando attraverso l’esofago e lo stomaco, terminerà la sua corsa dopo 7-8 metri, alla fine dell’intestino. Come si può immaginare, tante perturbazioni di varia natura possono arrecare disagio a questo percorso.
La prima di esse è proprio rappresentata dalla non corretta abitudine di mangiare troppo rapidamente. A tal riguardo, va precisato che in bocca si svolgono tre importanti passaggi. Il primo è garantito dai denti, i quali, triturando il cibo solido che introduciamo, lo sminuzzano in parti piccole e più facilmente attaccabili da quelle sostanze che si occuperanno della sua degradazione.
Anche la lingua gioca un ruolo essenziale in questo passaggio poiché consente il rimescolamento meccanico di questo cibo, noto come bolo alimentare. Il tutto, infine, è supportato dall’ultimo essenziale agente che interviene in bocca: la saliva. Questo secreto delle ghiandole salivari, oltre a rendere umido ed impastare il bolo, permette anche una prima azione digestiva su di esso, grazie ad un enzima, noto come ptialina.
Questa molecola, conosciuta anche come amilasi salivare, è essenziale per garantire una prima digestione degli amidi (pasta, pane e cereali vari). Se ciò non avvenisse, gli stessi arriverebbero allo stomaco e rallenterebbero di molto la tempistica necessaria per la loro digestione. Il risultato sarebbe un aumento della produzione di succhi gastrici ed un conseguente aumento di rischio di manifestare reflusso o pirosi gastrica (bruciore allo stomaco) dopo aver consumato un pasto.
Esiste poi un altro importante motivo per il quale sia essenziale mangiare con i giusti tempi. Infatti, la sensazione di sazietà, così come quella della fame, sono dovute al rilascio di due ormoni antagonisti: la leptina e la grelina. Nello specifico, la prima, nota come ormone della sazietà, viene rilasciata dopo aver iniziato da almeno 15 minuti il pasto. Se si mangiasse con i giusti tempi, si darebbe tempo a questo ormone di essere rilasciato permettendoci di fermarci in tempo, senza mangiare troppo. Al contrario, se mangiassimo di fretta, rischieremmo di ingerire più cibo di quello che realmente ci serva prima di riuscire a sentirci realmente appagati.
Dunque, per concludere, la lentezza a tavola, ossia il rispetto dei giusti tempi quando si mangia, è essenziale per due motivi. In primo luogo, per permettere una digestione sana, tale da evitare spiacevoli conseguenze quali gonfiore, colite e dolore addominale. In secondo luogo, perché la masticazione corretta ci permetterebbe anche di osservare un miglioramento del peso qualora dovessimo salire su di una bilancia.