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Dieta e ipertensione, istruzioni per l’uso


Varie, Salute

L’ipertensione non è segnale da sottovalutare, è ormai cosa nota. Non controllarla correttamente, infatti, mette seriamente a rischio la nostra salute. Ne parliamo con il nostro dietologo nutrizionista Lorenzo Traversetti.

Quando si parla di ipertensione ci si riferisce ad una condizione patologica in cui si osserva un innalzamento dei valori di pressione sistolica e/o diastolica rispetto allo standard 120/80.

Questo innalzamento può essere a sua volta causa di serie problematiche cardiovascolari, dunque, è fondamentale intervenire contro tutti quei fattori di rischio responsabili dell’innalzamento di questi valori. La dilagante diffusione delle problematiche ipertensive affligge, attualmente, circa il 31% della popolazione italiana e si stima che un ulteriore 17% sia classificabile come soggetti con pressione arteriosa al limite.

Dunque, mettere in atto tutte quelle strategie volte a prevenire il manifestarsi di questa patologia, dovrebbe rappresentare una scelta prevalente per ognuno di noi.

Il primo alimento incriminato di avere effetti deleteri sulla pressione arteriosa è il sale. Va sottolineato come non esistano studi che associno direttamente il sale all’aumento della sistolica e della diastolica. Va però detto che sia noto come le popolazioni che attuino una dieta a ridotto apporto di sodio, mostrino anche una minore incidenza di tale patologia. Il cloruro di sodio andrebbe assunto in quantità che non superino i 5g al giorno (circa 2g al giorno di sodio).

Il problema non è rappresentato solamente dal sale aggiunto agli alimenti quanto anche (e soprattutto) a quello ‘nascosto’ negli alimenti. A tal riguardo, faccio riferimento ai prodotti in scatola, ai biscotti o altri prodotti da forno, ai piatti pronti ed alle carni lavorate.

’insieme di questi alimenti, nonché il ricorso sistematico ad essi per motivi di praticità e di gestione dei tempi necessari a preparare i pasti, può agevolmente portare a consumare, giornalmente, anche il doppio del quantitativo di sale da cucina consigliato. Tutto ciò ha portato nel tempo ad aumentare l’attenzione della comunità scientifica sul consumo di sale.

A tal fine, negli Stati Uniti è stata sviluppata una dieta nota come DASH (sigla che sta per Dietary approaches to stop hypertension, ossia Approcci dietetici per bloccare l’ipertensione). Questa dieta evidenzia la necessità di limitare il più possibile, fino ad escludere completamente, l’aggiunta di sale negli alimenti.

Proprio per questo motivo, tale approccio dietetico viene considerato molto utile per contrastare il dilagare della malattia e viene dunque consigliato da molti nutrizionisti nonché dai medici. Il trattamento dietetico dell’ipertensione non deve quindi concentrarsi unicamente sulla riduzione del consumo di sodio, ma riequilibrare il suo rapporto con il potassio.

Si tratta di due elementi in equilibrio nel corpo umano, dunque, un eccessivo consumo di sodio, causerebbe una riduzione del potassio. Per aumentare l’assunzione alimentare di potassio, sarebbe utile scegliere e preferire alcuni cibi. Spazio quindi ad alimenti che apportino un buon quantitativo di tale elemento, quali, per esempio, le mandorle, i legumi, le banane, gli spinaci e, in generale, tutti i cibi integrali, la frutta e la verdura.

Vorrei chiudere questo articolo sottolineando un concetto chiave: togliere il sale aggiunto agli alimenti, non vuol dire per forza rinunciare al gusto. Il ricorso agli aromi ed alle spezie (peperoncino, prezzemolo, origano, salvia, rosmarino ed altri), potrebbe aiutare a rendere meno ‘traumatica’ tale riduzione. Oppure, in alternativa, si può optare per del sale iposodico quale il cloruro di potassio.