Diminuisce in Italia l’incidenza settimanale di Covid-19, che dal 23 al 29 dicembre è stata di 207 casi su 100mila abitanti. In calo anche l’Rt, 0,84, come rivela l’ultimo bollettino del Ministero della salute, che segnala anche una lieve flessione del tasso di occupazione dei posti letto in area medica (13%), mentre resta sostanzialmente stabile la situazione nelle terapie intensive (3,2%).
A fare paura, tuttavia, sono le notizie che arrivano dalla Cina, tanto da spingere il ministro Orazio Schillaci a emanare un’ordinanza che reintroduce l’obbligo di tampone per tutti i passeggeri provenienti dal Paese asiatico. “Sebbene l’evoluzione della pandemia sia allo stato attuale imprevedibile, il nostro Paese deve prepararsi ad affrontare un inverno in cui si potrebbe osservare un aumentato impatto assistenziale attribuibile a diverse malattie respiratorie acute, prima fra tutte l’influenza, e alla possibile circolazione di nuove varianti di SarsCoV2 – si legge nella circolare emanata dal ministero della salute – determinato anche dai comportamenti individuali e dallo stato immunitario della popolazione”. In poche parole, nessun allarmismo, ma è meglio prepararsi, in caso di peggioramento della situazione. La nuova circolare, recante “Interventi in atto per la gestione della circolazione del SarsCoV2 nella stagione invernale 2022-23”, prevede il ritorno delle mascherine al chiuso, la ventilazione degli ambienti e, soprattutto, l’intensificazione della campagna vaccinale con la somministrazione della quarta e quinta dose. Inoltre, “nel caso di un eventuale sensibile peggioramento del quadro epidemiologico, si potrà valutare l’adozione temporanea di altre misure, come il lavoro da casa o la limitazione delle dimensioni degli eventi che prevedono assembramenti”. È indispensabile, rimarca il ministero, “che i servizi sanitari regionali verifichino e, se necessario, rafforzino lo stato di preparazione al fine di fronteggiare un eventuale aumento della domanda di assistenza per i casi di SarsCoV2”. Le regioni dovranno verificare il numero dei posti letto disponibili, le procedure di approvvigionamento di farmaci, dispositivi e vaccini, e la disponibilità di personale sanitario che possa supportare reparti e servizi territoriali nel caso di un aumento dei casi tale da superare l’attuale capacità dei sistemi assistenziali”.