Quasi il 40% delle famiglie italiane vive con un cane o un gatto in casa, ma spesso dimentichiamo che questi animali comunicano in modo diverso e parallelo rispetto a noi. Per gli esseri umani la parola è sovrana; per loro, invece, il corpo, i comportamenti e gli odori rappresentano sistemi comunicativi di eccellenza. Saper interpretare questi linguaggi nascosti rafforza il legame e la fiducia tra uomo e animale.
Il cane, per esempio, quando si lecca rapidamente il naso o evita il contatto visivo distogliendo lo sguardo, sta lanciando segnali di pacificazione. Anche la coda, spesso fraintesa, non indica sempre gioia: se è alta, dritta e si muove velocemente può segnalare tensione o eccitazione; se è bassa e morbida indica tranquillità. È stato persino osservato che, se scodinzola più verso destra, esprime emozioni positive, mentre verso sinistra può indicare imbarazzo o diffidenza. Se sbadiglia mentre lo sgridiamo, non è annoiato ma stressato e sta cercando di autocalmarsi. Quando si “scrolla” dopo essere stato abbracciato o dopo un incontro con un estraneo, sta scaricando la tensione accumulata. Se invece starnutisce durante il gioco, non è raffreddato: ci sta comunicando che si sta divertendo e non ha intenzioni aggressive.
Il gatto, dal canto suo, utilizza segnali altrettanto precisi. Quando tiene le orecchie ruotate verso l’esterno, si trova in una fase di fastidio o incertezza. Se ha la coda dritta che trema leggermente alla base, sta esprimendo gioia nel vederci. Una coda a uncino è un saluto, un modo per dire “ciao”. Quando chiude lentamente gli occhi e ci osserva con uno “sguardo a metà”, significa che si fida completamente di noi e dell’ambiente. Se si mette a pancia all’aria, non sempre chiede coccole come farebbe un cane: è un momento di massimo relax e fiducia, ma accarezzarlo potrebbe provocare una reazione difensiva. Anche lo strofinarsi contro di noi è un gesto significativo: attraverso la marcatura odorosa ci dimostra affetto.
È importante ricordare che, mentre negli animali selvatici lo sguardo diretto rappresenta una sfida, nei cani domestici può favorire il rilascio di ossitocina, l’ormone del benessere. Il gatto, invece, preferisce sguardi brevi e indiretti: fissarlo a lungo può causargli stress.
Esiste inoltre un’intera gamma di segnali che cani e gatti utilizzano per comunicare con noi ma che spesso non siamo in grado di percepire: si tratta di quelli legati agli odori e ai feromoni.
Imparare a leggere questi segnali comportamentali e di atteggiamento trasforma profondamente il rapporto con i nostri animali. Non sono più presenze estranee con cui conviviamo, ma individui capaci di esprimere bisogni, emozioni e gratitudine.
Gianpaolo Stocco
Veterinario