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Anziani, cala il consumo di frutta e verdura


Salute

In Italia, nel biennio 2020-2021, il consumo medio giornaliero di frutta e verdura fra le persone ultra 65enni non ha raggiunto la quantità indicata dalle linee guida per una corretta alimentazione. A rivelarlo è uno studio di Passi d’Argento, il sistema di sorveglianza dedicato alla popolazione ultra sessantacinquenne, del portale Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità. Di pari passo, sempre secondo Passi d’Argento, nello stesso periodo di tempo si è ridotto il livello di attività fisica praticata dagli ultra 65enni e, più in generale, dagli adulti.

Tra le persone intervistate il 43% ha dichiarato di consumare soltanto 1-2 porzioni quotidiane di frutta o verdura, il 45% di consumarne 3-4 e solo l’10% di raggiungere le 5 porzioni al giorno (le cosiddette five a day) raccomandate nell’ambito di un regime alimentare ideale.
La gran parte degli intervistati di età compresa tra i 65 e i 74 anni, tuttavia, ha dichiarato di assumere fino a 3 porzioni al giorno di alimenti vegetali. Una percentuale che scende al 45% nella fascia di età degli over 85. Inoltre, il consumo di frutta e verdura è più frequente nelle persone senza difficoltà economiche (61%), contro il 40% di chi percepisce redditi bassi, e negli anziani con un titolo di studio più alto (65% fra i laureati e 50% fra chi, al più, ha la licenza elementare).

C’è differenza anche a livello geografico, con il 68% del Nord, il 51% nelle Regioni del Centro e il 47% del Sud.

Una delle cause che scoraggiano l’assunzione di frutta e verdura, si legge nel report, è rappresentata dai problemi di masticazione che interessano una quota di ultra 65enni contenuta ma non trascurabile, pari al 12% degli intervistati. Tra coloro che riferiscono problemi di questo tipo poco più della metà non supera le 2 porzioni al giorno e meno del 5% riesce a consumarne almeno 5, come raccomandato.

Per quanto riguarda invece il discorso dell’attività fisica il parametro preso a riferimento è il Pase (Physical Activity Scale for elderly). Si tratta di “uno strumento – si legge nel report – validato a livello internazionale, e specifico della popolazione anziana, che consente di quantificare i livelli di attività fisica raggiunta dagli ultra 65enni considerando le attività comunemente svolte da persone di questa età come passeggiare, fare giardinaggio, curare l’orto, fare attività domestiche o piccole riparazioni e prendersi cura di altre persone”. Il valore medio del punteggio nel biennio 2020-2021 è pari a 90 ed è per lo più sostenuto dalle attività domestiche (76), come prendersi cura della casa o dell’orto, fare giardinaggio o prendersi cura di una persona; meno dalle attività di svago (22), come passeggiare, andare in bici o fare attività fisica strutturata. “Camminare fuori casa è l’attività maggiormente praticata tra quelle di svago. Ben oltre la metà degli intervistati (59%) – si legge ancora nello studio – ha riferito di aver fatto una passeggiata a piedi (o in bici) nella settimana precedente l’intervista. Solo una quota più contenuta di intervistati ha dichiarato di praticare attività fisica strutturata, per lo più leggera (16%), come la ginnastica dolce; meno di dedicarsi ad attività fisica moderata (3,5%) come il ballo o la caccia, o pesante (2,5%), come il nuoto, la corsa, o l’attività aerobica o attrezzistica”.