Ha ispirato poeti, guidato per secoli generazioni di navigatori, suggerito la direzione ai viaggiatori solitari e consolato i pastori erranti, ha fatto sognare gli innamorati, ma ora rischia di svanire. Il cielo stellato, secondo una ricerca pubblicata su Science, condotta dall’Istituto tedesco di ricerca nelle Geoscienze di Potsdam sta scomparendo in tutto il mondo a causa dell’inquinamento luminoso. A dare l’allarme sono gli astronomi, secondo i quali le stelle saranno sempre meno visibili negli anni a venire. Una previsione angosciante, claustrofobica, tanto più se si pensa che il fenomeno interessa entrambi gli emisferi, e si sta verificando a un ritmo molto più sostenuto del previsto. La prima firma dello studio è quella del fisico e astronauta tedesco Christopher Kyba, che tra i progetti di cui è responsabile annovera “Calec”, relativo alla caratterizzazione delle emissioni di luci artificiali notturne. Secondo gli autori dello studio se oggi da un luogo qualsiasi del mondo sono visibili 250 stelle, tra 25 anni saranno solo 100 gli astri che riusciremo a scorgere dalla stessa località. Chissà, se in un futuro neanche troppo lontano, l’umanità potrà dire “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, come il poeta Dante Alighieri scrisse nell’ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia, auspicio di un futuro luminoso dopo le tenebre.
Alla base di queste previsioni allarmanti vi sono le immagini scattate dai satelliti, ma anche i dati raccolti in 12 anni di attività da oltre cinquantamila astronomi per passione, che hanno osservato il cielo da 19mila postazioni sparse in tutto il mondo, di cui 3.700 in Europa e 9.500 in America del Nord nell’ambito del programma Globe at Night, realizzato negli Usa dal NoirLab della Fondazione Nazionale della Scienza (Nsf). In pratica, cosa sta succedendo al cielo stellato? Secondo quanto riporta Science, lo “skyglow”, una specie di coltre luminosa artificiale sta offuscando e progressivamente sostituendo “La luce buona delle stelle”, come cantava Eros Ramazzotti in una canzone di qualche anno fa. Tra le cause del fenomeno, sempre secondo gli autori dello studio, potrebbe esserci anche l’aumento nell’utilizzo dei Led. L’Italia, come si evince dalle immagini scattate dagli astronauti dell’Iss (la stazione spaziale internazionale), assieme a Gran Bretagna e Irlanda è tra i Paesi europei dove il fenomeno è più marcato. Insomma, noi che siamo “Figli delle stelle”, per dirla con le parole di Alan Sorrenti nel celebre brano omonimo del 1977, dovremo forse rassegnarci a cantare “Siamo figli dei led”?