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Agrigento capitale italiana della Cultura 2025, la CNA farà la sua parte


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È Agrigento la capitale italiana della Cultura per l’anno 2025. La città, conosciuta in tutto il mondo per la splendida Valle dei Templi, succede a Pesaro, mentre è la seconda volta che il riconoscimento premia la Sicilia, dopo Palermo nel 2018.

Ad onor del vero, Agrigento arriva a questo importante appuntamento tra ritardi organizzativi e polemiche, che però nulla tolgono alla sua bellezza, alla sua storia millenaria e alla sua straordinaria offerta culturale.

Ricco e variegato è il calendario di eventi, che si articola per tutto l’anno e include mostre, spettacoli, installazioni artistiche, concerti e attività educative, coinvolgendo luoghi iconici come la Valle dei Templi e il centro storico. Ecco di seguito alcune date che ci sentiamo di consigliare.

Già a febbraio al Palacongress  è andato in scena Ambra Angiolini con “Oliva Denaro”, dall’omonimo romanzo di Viola Ardone ispirato alla storia di Franca Viola, ragazza siciliana che nel 1966 rifiutò il matrimonio riparatore, denunciando il suo sequestratore. Sempre a febbraio, si è tenuto il concerto del pianista e compositore Giovanni Allevi al teatro Pirandello, ed è in corso, dal 22 al 28, il Carnevale di Sciacca, uno dei carnevali più importanti d’Italia. A marzo, dall’8 al 16, torna “Mandorlo in Fiore”, tradizionale festival internazionale del folklore al quale prendono parte gruppi folk locali e di tutto. Venerdì Santo (18 aprile), le processioni con i simulacri e le confraternite, che rappresentano i momenti più significativi della Settimana Santa ad Agrigento.

Dal 27 al 29 giugno il “Pirandello festival”, il tributo della città al suo grande drammaturgo. Dalla prima alla seconda domenica di luglio, la festa di San Calogero: otto giorni di celebrazioni in cui si intersecano misticismo, antiche tradizioni, leggende e profonda fede cristiana. Il 10 settembre il Palacongressi ospiterà il concerto di Steve Hackett, chitarrista dei Genesis con cui ha inciso 8 album negli anni Settanta.

Dall’8 al 15 novembre l’Efebo d’oro film festival, con otto giornate che comprendono i due tradizionali concorsi internazionali e l’assegnazione dei premi alla carriera. Dal 27 al 31 dicembre, “Natale alla Kolymbethra”: nel Parco della Valle dei Templi si rivivrà la tradizione del presepe contadino realizzato secondo le consuetudini della Sicilia rurale.

Ma la città dei templi (e dintorni) è una meta che vale la pena di scoprire e ammirare anche oltre gli eventi collegati all’anno della capitale della cultura.

Principale attrazione cittadina è senza dubbio la Valle dei Templi, collocata a sud della città sulle colline che degradano verso il mare. Dal 1997 inserita nella lista dei patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, è il più grande parco archeologico d’Europa e del Mediterraneo e si distingue per l’eccezionale stato di conservazione e una serie di importanti templi dorici del periodo ellenico. A poco più di una decina di chilometri dalla Valle dei Templi si trova la Scala dei Turchi: una falesia di marna bianca che spunta a picco sul mare lungo la costa di Realmonte.

Una visita è d’obbligo al Museo Archeologico Regionale, che racconta la storia del territorio agrigentino in 18 sale e 5688 reperti dalla preistoria all’età greco-romana.

Tra gli altri luoghi d’interesse, il centro storico medievale con le tipiche viuzze a gradinate che si diramano dalla principale via Atenea. Tra queste, la Scalinata degli Artisti, inserita nella lista delle 16 scalinate più colorate al mondo. Sulla via Atenea si incontra la statua di Andrea Camilleri. Il celebre scrittore, nativo di Porto Empedocle e scomparso nel 2019, ad Agrigento frequentò il Classico a pochi metri di distanza dall’opera a lui dedicata, che lo raffigura seduto ad un tavolino di un bar e accanto una sedia vuota che invita ad accomodarsi.

Tra Agrigento e Porto Empedocle, si raggiunge la Contrada di campagna “Caos”, una zona vista mare, dove sorge la casa natale di Luigi Pirandello. È stata dichiarata Monumento Nazionale nel 1949 e custodisce fotografie, oggetti personali, lettere e manoscritti del grande scrittore siciliano.

Questo è solo un assaggio di ciò che può regalare la capitale italiana della cultura di quest’anno. Insomma, per chi sta pianificando il prossimo viaggio, si tratta di una destinazione da tenere in seria considerazione. Quando andare? Preferibilmente nelle mezze stagioni, da metà aprile a metà maggio e da metà settembre a metà ottobre.

La Cna farà la sua parte

La nomina di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 rappresenta un’opportunità unica per il territorio, per celebrare e promuovere la sua ricca storia e per guardare al futuro con un progetto di crescita culturale, sociale ed economica. La cerimonia di inaugurazione, svoltasi il 18 gennaio al Teatro Pirandello, ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.  E’scattato così ufficialmente il semaforo verde. Il Capo dello Stato, nel corso del suo intervento, ha sottolineato “l’importanza della cultura come strumento di coesione sociale e di dialogo tra passato e futuro”.

Le parole di Mattarella hanno enfatizzato il ruolo della cultura come leva per costruire un domani migliore. Agrigento, con il suo straordinario patrimonio archeologico, i templi e i paesaggi unici, diventa simbolo della rinascita culturale e sociale non solo per la Sicilia, ma per l’intera Italia. L’unione di tutte le cariche istituzionali intervenute, dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ha evidenziato un forte impegno “per fare di Agrigento un centro nevralgico di dialogo interculturale e di promozione del Mediterraneo comeculla di civiltà”. Il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, ha posto l’accento sul fatto che “il titolo di Capitale della Cultura non deve essere solo una celebrazione del passato, ma un punto di partenza per il rinnovamento della città”.

Il titolo prevede la valorizzazione del patrimonio locale attraverso mostre, concerti, eventi e iniziative, oltre alla crescita economica che passa dall’aumento dei flussi turistici e dall’attrazione di investimenti. Rispetto all’inclusione sociale, c’è poi un carico di aspettative. La Cna, così come annunciato lo scorso anno dal presidente nazionale, Dario Costantini, ha manifestato la disponibilità di fare la propria parte. Un ruolo di rilievo da svolgere nell’ambito della programmazione di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, nell’ottica di promuovere e valorizzare il qualificato patrimonio dell’artigianato locale nel segno del binomio “tradizione-innovazione”.

Sulla scorta delle precedenti esperienze, una delle prime tappe su cui puntare è la rinomata Festa del Mandorlo in Fiore. Per una settimana, nei primi giorni di marzo, numerosi gruppi, provenienti da tutto il mondo, arrivano ad Agrigento per partecipare al Festival Internazionale del Folklore. Dalla città dei templi si levano in modo forte messaggi di unione, integrazione e pace fra le popolazioni. Una vetrina prestigiosa per far conoscere al mondo anche il saper fare dei maestri artigiani e le eccellenze enogastronomiche del territorio.