Riduzione di un grado della temperatura per il riscaldamento di case, uffici, attività produttive, e delle ore giornaliere di accensione dei caloriferi in base alle fasce climatiche in cui è suddiviso il territorio italiano. Sono alcune delle misure previste nel Piano di contenimento dei consumi del gas varato dal Ministero della transizione ecologica con l’obiettivo di ridimensionare drasticamente la dipendenza dal gas russo a partire dalla seconda metà del 2024. L’imperativo è quello di risparmiare quanto più possibile, per evitare un eccessivo svuotamento degli stoccaggi nazionali, che alla data del primo settembre hanno raggiunto la soglia dell’83%. Si tratta di un valore considerato in linea con l’obiettivo di riempimento del 90%, sufficiente ad affrontare con una certa serenità il prossimo inverno. È il futuro, tuttavia, che fa paura, e in particolare la stagione 2023-2024, considerato lo scenario di assoluta incertezza che aleggia intorno al conflitto Russia-Ucraina. Altra limitazione è quella della durata del periodo di riscaldamento, che si accorcia di 15 giorni. Nella zona climatica A, la più calda, è prevista l’accensione per 5 ore giornaliere dall’otto dicembre al 7 marzo; seguono la zona B (ore 7 giornaliere dall’otto dicembre al 23 marzo), la zona C (9 ore giornaliere dal 22 novembre al 23 marzo), la zona D (11 ore giornaliere dall’otto novembre al 7 aprile) e la zona F (13 ore giornaliere dal 22 ottobre al 7 aprile). Per la zona F, quella più fredda, non è prevista alcuna limitazione. Naturalmente nessuna riduzione è prevista per le utenze sensibili, come ospedali, case di riposo e in generale istituti di cura.
Accanto alle disposizioni contenute nel piano, il Mite raccomanda una serie di comportamenti che ogni cittadino può adottare: dalla riduzione della temperatura e della durata delle docce, all’utilizzo delle pompe di calore elettriche anche per il riscaldamento invernale. E tra i vari consigli, anche l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione dell’acqua e la riduzione del tempo di accensione del forno, oltre all’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice solo a pieno carico, al distacco della spina di alimentazione degli elettrodomestici quando non sono in funzione. Vietatissimo lasciare in stand by Tv e decoder. L’insieme di tutte queste misure previste nel piano del Mite, assieme ai comportamenti volontari nell’uso efficiente dell’energia, potrebbe portare “ad una riduzione dei consumi coerente con il 15% del Regolamento Ue, pari quindi almeno a 8,2 miliardi di Smc di gas naturale”. La sigla Smc, rappresenta lo “standard metro cubo”, vale a dire l’unità di misura del volume del gas.