La telemedicina è definita dall’OMS come l’erogazione di servizi sanitari, quando la distanza è un fattore critico, per cui è necessario usare, da parte degli operatori, le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni al fine di scambiare informazioni utili alla diagnosi, al trattamento ed alla prevenzione delle malattie e per garantire un’informazione continua agli erogatori di prestazioni sanitarie e supportare la ricerca e la valutazione della cura.
L’Italia è stata tra i primi paesi in Europa ad avvalersi dell’impiego della telemedicina: negli anni 70 viene lanciato il primo prototipo di cardiotelefono che permetterà la trasmissione degli elettrocardiogrammi per via telefonica direttamente dallabitazione del paziente allospedale.
I servizi di telemedicina consentono il monitoraggio al domicilio di pazienti affetti da malattie croniche, quali le cardiopatie, le patologie respiratorie, il diabete, attraverso l’invio di dati sanitari raccolti dal paziente stesso o dai caregivers, come ad esempio la pressione arteriosa, il profilo glicemico, la saturazione di ossigeno, la frequenza cardiaca o lelettrocardiogramma alla Centrale Operativa o ai sanitari dedicati, consentendo al paziente di rimanere o rientrare a casa (ad esempio dopo un ricovero in ospedale) in condizioni di sicurezza.
La telemedicina facilita tutti gli aspetti dell’assistenza sanitaria, dalla prevenzione alla diagnosi, dalla cura alla riabilitazione, permettendo ai pazienti residenti nelle aree più distanti dai centri urbani, di essere in contatto con sanitari che possano avviare un monitoraggio attento delle condizioni di salute e di vita, in particolare di pazienti anziani, isolati o portatori di specifiche patologie croniche o disabilità.
Lo scenario degli ultimi anni che vede un progressivo aumento dell’età media della popolazione e la crescente riduzione dei posti letto, pone agli addetti allassistenza di questi soggetti sfide sempre nuove per curarli, ma è con la pandemia da Covid che i servizi sanitari ed i cittadini stessi hanno compreso lutilità e le potenzialità della telemedicina.
Grazie ai servizi di sanità digitale esistenti o attivati con l’emergenza, infatti, è stato possibile favorire o consentire la cura clinica a distanza di soggetti positivi o affetti da Covid 19, senza dimenticare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali per i pazienti ospedalizzati e per le famiglie.
Questi eventi hanno contribuito a dedicare risorse del PNRR allo sviluppo di cure domiciliari e telemedicina. La misura mira a migliorare l’assistenza delle persone affette da patologie croniche, con particolare attenzione verso gli over 65 ed a scegliere la casa come primo luogo di cura. Considerato poi che nei paesi industrializzati, l’età media della popolazione tenderà ad aumentare, così come il numero crescente di pazienti affetti da patologie croniche, la telemedicina potrebbe diventare sempre più quella forma di assistenza in grado di rallentare levoluzione di alcune patologie anche al fine di ridurre i ricoveri ospedalieri e l’istituzionalizzazione.
Per favorire queste modalità assistenziali sarà fondamentale un cambiamento culturale, un fitto e capillare lavoro di divulgazione con largo coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti, a partire dai cittadini e dalla comunità, sviluppando una “vera” rete di integrazione tra ospedale e territorio.