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Infarto, ecco come ridurre il rischio


Salute, Apertura

Bastano pochi minuti in più di sonno, qualche passo in più e un po’ più di verdure ogni giorno per proteggere il cuore.

Un nuovo studio dimostra che modifiche anche minime, ma combinate insieme, nello stile di vita possono ridurre in modo significativo il rischio d’Infarto, Ictus ed Insufficienza Cardiaca. In questa ricerca recentemente pubblicata sull’importante rivista European Journal of Preventive Cardiology, i ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 53.000 adulti abitanti nel Regno Unito e seguiti per circa otto anni. I risultati mostrano come anche piccoli aggiustamenti (ma combinati) nel sonno, nell’attività fisica e nell’alimentazione siano associati a benefici concreti e clinicamente rilevanti per la salute cardiovascolare.
La parola d’ordine potrebbe essere: piccoli cambiamenti, grandi risultati, in effetti dormire 11 minuti in più a notte, dedicare 4,5 minuti in più all’attività fisica moderata-intensa e consumare un quarto di porzione in più di verdure al giorno è stato collegato a una riduzione del 10 % del rischio di eventi cardiovascolari maggiori.L’attività fisica non è solo necessariamente solo palestra o corsa, ma deve comprendere anche comuni gesti quotidiani come: salire le scale, camminare a passo sostenuto o trasportare oggetti pesanti, rendendo questi cambiamenti facilmente applicabili alla nostra vita di tutti i giorni.
Per dare dei messaggi pratici i ricercatori hanno identificato quello che potrebbe essere un profilo di comportamento ideale, o comunque legato ad una diminuzione del rischio cardiovascolare:

Dormire tra 8 e 9 ore a notte

• Svolgere almeno 42 minuti al giorno di attività fisica moderata-intensa

• Mantenere una qualità della dieta “moderatamente buona”, ovvero implementare l’assunzione di: pesce (meglio azzurro), verdure, moderate quantità di carboidrati e carni bianche al contempo ridurre carni rosse, insaccati, alimenti ricchi di grassi saturi (es. burro).

Chi segue questo modello ha un rischio di eventi cardiovascolari ridotto del 57 % rispetto alle persone con abitudini meno salutari.
L’importante è che queste “abitudini” devono essere costanti e soprattutto “sostenibili” ovvero entrare stabilmente a far parte delle nostre “abitudini” e non essere invece legate a periodi “circoscritti” della nostra esistenza come la classica promessa “adesso faccio la dieta per due settimane”.

I piccoli cambiamenti combinati in diverse abitudini della vita possono avere un impatto sorprendentemente grande sulla salute del cuore. Soprattutto se sono più facili da mantenere nel tempo rispetto a modifiche radicali, ma magari incentrate solo su di un singolo comportamento”.

Sonno, attività fisica ed alimentazione sono strettamente collegati: dormire poco altera gli ormoni dell’appetito e le scelte alimentari, la stanchezza riduce l’attività fisica e la dieta influenza energia e concentrazione. In conclusione, questi dati evidenziano chiaramente che anche piccoli cambiamenti nel nostro stile di vita possono portare ad riduzione significativa del rischio cardiovascolare.

 

Roberto Antonicelli

Cardiologo