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Come invecchiano i nostri organi?


Salute

Non tutti gli organi invecchiano allo stesso modo: cervello e cuore sono progettati per durare più a lungo, mentre fegato, reni e sistema immunitario resistono meno.

Se l’inverno ti causa frequenti raffreddori e mal di gola o soffri spesso di herpes labiale, può darsi che i tuoi globuli bianchi ed anticorpi stiano invecchiando in fretta. Il nostro corpo non accusa gli anni allo stesso modo; alcuni organi invecchiano prima e peggio di altri.

La rapidità del declino dei diversi organi è programmata in parte dalla genetica: cervello e cuore hanno le cellule più attrezzate a durare a lungo; muscoli, tiroide e tessuto adiposo un poco di meno, altri organi come fegato, rene, polmoni accusano di più il passare del tempo altri, come il tessuto che riveste l’utero, invecchiano rapidamente, con le ovaie invecchiano così rapidamente da essere state definite “geneticamente vecchie” già nelle trentenni!

La genetica conta, ma l’impatto più grande sull’invecchiamento dei diversi organi è dato soprattutto da come li usiamo, in altri termini dal nostro stile di vita. Se bevi molto alcool, il fegato ed
il cervello tenderanno a decadere più rapidamente, se mangi troppo e male, si posso sovraccaricare cuore e sistema cardiovascolare.

Il guaio è che l’invecchiamento è “contagioso” ovvero la “dèbâcle” di un organo si estende anche agli altri; se abbiamo arterie da “anziani” è facile avere la pressione alta, e questa fa invecchiare velocemente prima i reni e poi il cervello, aumentando il rischio di demenza. La buona notizia è che tenendo conto di quale “pezzo” del corpo sia più rapido nell’imboccare la via del declino si potrebbe agire principalmente su quello per ridurre la velocità del processo in generale.

Le principali direttrici su cui procede l’invecchiamento dei nostri organi sarebbero quattro: per qualcuno il sistema immunitario subisce di più il tempo; chi è più fragile nel fegato; chi sente l’età che avanza soprattutto nei reni; e chi invecchia prima a livello metabolico.

Questi “talloni d’Achille” individuerebbero i quattro principali tipi di invecchiamento, ovvero quattro cosiddetti “invecchio-tipi”:

L’invecchio-tipo metabolico ha più spesso valori alterati di glicemia e colesterolo, ingrassa e con il tempo tende a sviluppare con maggiore probabilità malattie cardiovascolari, obesità, diabete di tipo 2; chi è debole di fegato ha difficoltà nel “ripulire” l’organismo dalle “scorie”, e più spesso imbocca la vecchiaia con problemi di “fegato grasso”; l’invecchiotipo renale ha invece maggiori difficoltà nel bilancio idricosalino e può andare incontro a disturbi come l’ipertensione ed insufficienza renale. In attesa che diventi più semplice valutare il tuo specifico “invecchio-tipo”, esistono però due elisir di giovinezza che funzionano benissimo, per tutti.

Uno è l’esercizio fisico, perché incide su molti invecchio-tipi: è un toccasana per il metabolismo per l’apparato cardiovascolare e per il sistema immunitario. Il secondo elisir di gioventù è la socialità, che ci mantiene giovani perché mettendoci in relazione con gli altri scongiura la solitudine, che fa male soprattutto agli anziani. Chi è isolato ha un maggior rischio di ammalarsi e morire prima del dovuto perché mangia peggio, si muove di meno, coglie meno gli stimoli dell’ambiente, in altre parole si lascia andare.

Movimento ed una buona vita di relazione sono due straordinari rimedi “antietà” che infatti riguardano sia il corpo che la mente.

 

Roberto Antonicelli
Cardiologo