Settantacinque anni, una vita trascorsa sulle strade del lavoro e dentro una comunità associativa che è diventata casa. Sergio Marchionni, trasportatore merci in pensione, rappresenta una di quelle storie che raccontano il valore profondo dell’impegno, della partecipazione e del senso di appartenenza. La sua esperienza è il filo che unisce generazioni diverse, testimoniando quanto sia importante costruire insieme giorno dopo giorno.
Il suo legame con la CNA nasce molto presto. “Avevo 22 anni – racconta – e la mia prima esperienza associativa è stata nella sede di Largo Argentina, a Roma, all’interno della FITA, l’associazione di riferimento per gli artigiani e per le piccole e medie imprese del settore del trasporto merci conto terzi e del trasporto persone iscritte alla CNA”. È lì che prende forma uno dei ricordi più intensi della sua vita: la creazione di una cooperativa insieme alla CNA, un progetto nato dal nulla e cresciuto grazie alla determinazione e alla fiducia condivisa. “È stata un’esperienza durata dal 1973 al 1980 – ricorda – ed è stato emozionante costruire qualcosa partendo da zero”. Un’esperienza che racchiude lo spirito di quegli anni, ma anche una lezione ancora attuale: quando si uniscono competenze, energie e visione, si possono generare opportunità concrete per tutti.
L’incontro con la CNA arriva grazie al territorio e alle relazioni che lo animano. “Ho conosciuto la CNA attraverso il PCI della sezione di Acilia – spiega – erano anni in cui il rapporto con la politica era molto stretto, in tutte le associazioni di rappresentanza, e nel tempo ho incontrato tante persone che credevano davvero nei valori dell’associazione”. Da quel primo contatto prende avvio un percorso fatto di partecipazione attiva, di progetti condivisi e di una crescita personale e collettiva che ha lasciato un segno profondo.
Iscritto dal 1973, Sergio non ha mai smesso di vivere la CNA come uno spazio di impegno e responsabilità. Il suo percorso lo ha portato a ricoprire il ruolo di dirigente della FITA Roma per molti anni, fino ad arrivare oggi al direttivo di CNA Pensionati Roma. Un cammino lungo, coerente, costruito sulla presenza costante e sulla volontà di contribuire. Tra i momenti più significativi, ricorda con orgoglio lo sciopero della FITA organizzato a Napoli nel 1980: “È stato uno di quei momenti in cui ho sentito davvero la forza della nostra associazione”. Un episodio che racconta non solo una battaglia sindacale, ma soprattutto la capacità di stare uniti, di rappresentare una categoria e di dare voce a chi ogni giorno lavora con impegno. La sua storia è anche una storia di continuità familiare: i figli hanno intrapreso un’attività nel settore impiantistico, specializzandosi nella sicurezza e negli impianti di allarme. Un percorso che testimonia come la cultura artigiana possa essere tramandata e rinnovata nel tempo, mantenendo vivi i valori del lavoro, della competenza e della responsabilità.
Guardando al futuro, il suo messaggio è semplice ma potente. “Bisogna essere sempre presenti e trasmettere l’esperienza, perché diventi un bene comune da coltivare”. Un invito a non disperdere il patrimonio umano e professionale costruito nel tempo, ma a condividerlo, affinché possa diventare risorsa per le nuove generazioni. E poi una riflessione che racchiude il senso più autentico della vita associativa: “È importante ragionare con la prospettiva del ‘noi’, senza chiudersi nella gabbia dell’ ‘io’”. Nelle parole di Sergio Marchionni c’è il valore di una comunità che cresce insieme, che non lascia indietro nessuno e che trova nella solidarietà e nella partecipazione la propria forza. Una testimonianza preziosa, che continua a indicare la strada.
Livia Pandolfi