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Psicologia, come affrontare la ripresa post intervento


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Sarà capitato a tanti di noi, ascoltare quel “dai che adesso ti riprendi, dai che passa in fretta, ti è andata bene, vedrai che qualche giorno e torni a fare quello che facevi” dopo aver subìto un intervento chirurgico, leggero o serio che fosse. Quando ascoltiamo quelle parole, il sorriso accomodante riesce in quell’istante a non mettere in difficoltà l’altro ma in realtà dentro di noi – da quel giorno in cui ci hanno pianificato l’operazione – il nostro stato d’animo, la nostra mente ha tirato giù mille ipotesi, da quelle più felici a quelle – ahinoi – ben più tristi. Non per banalizzare ma…. è tutto normale, siamo portati a programmare, immaginare, anche quando non abbiamo elementi certi a disposizione.

Riflettiamo allora su ciò che è l’atteggiamento più utile in queste occasioni, al fine di poter reagire ad uno scenario come quello descritto.

In primis è fondamentale definire lo spazio di realtà. Essere coscienti della situazione che si sta vivendo, del tempo di ripresa, di ciò che si può fare e non fare dopo un intervento, rende tutto accettabile e chiaro, fuori dall’ambiguitá e dai non detti e di conseguenza sui dubbi che si trasformano facilmente in interpretazioni scorrette. Lo spazio di realtà è la base su cui far crescere l’accettazione della situazione. Accettare i tempi di degenza, accettare eventuali terapie o semplicemente accettare di essere dipendenti da altri – medici, infermieri, caregiver – in sostanza imparare a “stare” in uno spazio dove non siamo completamente autonomi e non abbiamo tutto sotto controllo.

Chi sa stare nella realtà, sa anche riconoscere gli sforzi di chi gli sta accanto, di chi si prende cura di lui/lei. Ringraziamo la sorte, il nostro Dio se lo abbiamo, i nostri cari, i professionisti che ci stanno curando. Essere grati, in primis a noi stessi, alla nostra forza di volontà, vuol dire essere vivi e coscienti.

Un altro spazio mentale da sviluppare in queste situazioni è la positività anzi pro-po-si-ti-vi-tá! Spesso e volentieri una degenza ci permette di avere più tempo. Dopo un’iniziale smarrimento, concentriamoci sull’evidenziare occasioni che la nuova situazione può portarci: il corso di pittura sempre rimandato, la lettura, ricevere gli amici, o anche semplicemente avere spazi per riflettere, sono regali tutt’altro che scontati. Trasformare quindi l’imprevisto in una opportunità e uscire dall’aspettativa del “non vedo l’ora torni tutto come prima” fa parte della capacità di dare valore e significato agli eventi.

E non dimentichiamo di esprimere i nostri pensieri, le nostre paure e speranze, evitando di chiuderci in noi stessi: la condivisione resta una delle forme di guarigione più efficaci.

Chiara Volpicelli, psicologa