Una vita in sartoria a confezionare abiti eleganti, poi, dismessi ago e filo, l’incontro con il re della Tv, Rosario Fiorello, e la ribalta nel mondo dello spettacolo.
A ottantatré anni Ruggiero Del Vecchio, il nonno-cantante della trasmissione “ViVa Rai 2”, è diventato un personaggio famoso molto amato da grandi e piccini.
Originario di Margherita di Savoia, in Puglia, Ruggiero ha alle spalle una lunga carriera come artigiano, iniziata all’età di dodici anni. “Finite le elementari, i miei genitori mi dissero che dovevo imparare un mestiere e mi imposero di fare il sarto – ha raccontato in un’intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Poi mi è piaciuto e l’ho fatto per tutta la vita. Nella prima sartoria dove ho lavorato mi sono dovuto portare la sedia da casa: non c’era posto. Me la sono caricata sulle spalle e ho iniziato.
Lavoravo dalle cinque del mattino alle dieci di sera, prima a Milano e poi a Roma, dove ho aperto una sartoria che mi ha dato delle belle soddisfazioni: mi sono comprato casa a Manfredonia e poi il negozio dove lavoravo. Mi sono sposato, ho avuto tre figli, Angelo, Nunzia e Giuseppe, e ora ho quattro nipotini. Poi mia moglie è venuta a mancare nel 2002, ci sono stati dei problemi e sono stato costretto a chiudere”.
Il sodalizio con Fiorello
L’avventura di Ruggiero al fianco di Fiorello è iniziata con un semplice incontro in un bar durante la colazione.
“Sono stato da sempre un suo fan. Un giorno un mio amico mi disse che Rosario frequentava un bar di corso Francia a Roma. Così una mattina ci siamo incontrati, abbiamo iniziato a parlare e a un certo punto mi ha detto: ‘Ruggiero che ci canti?’, e ho intonato ‘Na gita a li castelli’. Lì l’ho conquistato”.
Da dieci anni è un membro fondamentale del gruppo che affianca lo showman, partecipando attivamente prima a “Edicola Fiore” e poi a “ViVa Rai 2”, dove arricchisce il programma televisivo con i suoi interventi canori insieme agli ospiti della trasmissione.
A oggi vanta anche una rubrica tutta sua dal titolo “Il Ruggiero del coniglio”, parafrasando la più celebre trasmissione radiofonica di Rai Radio 2, durante la quale canta canzoni attuali con il suo inconfondibile stile canoro.
La sua giornata inizia molto presto: “Per le cinque, al massimo le cinque e mezzo del mattino sono pronto a uscire di casa con l’entusiasmo di un ragazzino pronto a affrontare una nuova puntata con Fiore – ha dichiarato alla rivista ‘Rai Radiocorriere TV’ – In famiglia sono tutti molto entusiasti della mia seconda vita, i miei figli sono orgogliosi di me e i miei nipotini sono i primi fan. Avere il loro apprezzamento per me è molto importante. Almeno, un domani, lascerò loro un bel ricordo”.
Ruggiero non esercita più la professione del sarto, anche se ancora effettua qualche riparazione per figli, nipoti e, neanche a dirlo, per Rosario. “Fargli un orlo per me è un onore – ha raccontato al ‘Corriere della Sera’ – se ha bisogno di me sono sempre disponibile. A ottantatré anni Fiorello mi ha regalato una nuova giovinezza, per me rappresenta la sincerità e l’allegria. Con lui si ride, si scherza, si canta. Un vero amico che mi ha permesso di vivere questa avventura che dura da anni, per me è diventato uno di famiglia, gli voglio bene, e lo considero come un figlio”.
La passione per il canto l’ha sempre accompagnato fin da quando faceva il sarto: “Trascorrevo la giornata in sartoria con la radio sempre accesa, cantavo le canzoni del Festival di Sanremo, ma anche la musica di Carla Boni, Gino Latilla, Achille Togliani e il Duo Fasano. Da allora ho sempre cantato con tanta passione. Una delle mie canzoni preferite è e rimarrà sempre ‘Granada’ di Claudio Villa”.
E chi lo avrebbe detto che quel giovane sarto che ascoltava alla radio le canzoni del Festival di Sanremo un giorno avrebbe avuto l’onore di aprire la seconda serata della sua 74esima edizione intonando con il proprio stile la canzone “Italo Disco” dei The Kolors.
Oggi Ruggiero è noto a livello nazionale, ma rifiuta categoricamente il termine “famoso”: “Quando mi fermano i bambini mi emoziono: li abbraccio, sono i miei nipoti. Ma non sono famoso e rimango scettico quando mi chiedono l’autografo. Io non sono nessuno”.