Sono circa 22mila, quasi duemila in più rispetto allo scorso anno, gli ultracentenari residenti in Italia alla data del primo gennaio 2023. Un dato da record, se si considera che il numero delle persone che hanno spento cento candeline o più, a gennaio, ha raggiunto il livello storico più elevato di sempre. A rivelarlo è il rapporto annuale dell’Istat presentato lo scorso luglio. Come si evince, invece, da un altro studio pubblicato ad agosto, dei circa 22mila super nonni oltre 7.583 vivono nelle 14 città metropolitane italiane. E le donne, come al solito, sono le più longeve.
Ma cosa sono le città metropolitane? Si tratta, spiega l’Istat, degli enti territoriali che hanno sostituito le province in dieci aree urbane di Regioni a statuto ordinario (le città di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria), a cui si aggiungono Palermo, Catania, Messina e Cagliari, situate in Sicilia e Sardegna, Regioni a statuto speciale.
L’82,4% dei centenari italiani che vivono nelle aree metropolitane è rappresentato da donne, valore record riscontrato anche a livello nazionale. Complessivamente, osserva l’Istat, la fascia di popolazione che ha superato la fatidica soglia dei cento anni è cresciuta in maniera consistente nell’ultimo trentennio, “più di 7 volte rispetto al 1993, quando il contingente ammontava a 1.040 centenari”.
A guidare la classifica delle città metropolitane dove l’incidenza dei centenari sul totale degli anziani è maggiore è Bologna; nel capoluogo emiliano ogni 10mila anziani ce ne sono 22 che hanno festeggiato i cento anni; in coda vi è Napoli, con un valore di 10 centenari per 10mila anziani.
In linea più generale, in base ai dati dell’Istituto nazionale di statica relativi alla popolazione, alla data del 1° gennaio 2023 in Italia vivevano 14 milioni 177mila ultrasessantacinquenni (l’età nella quale si entra “ufficialmente” nel range degli anziani, anche se qualcuno sta pensando di alzare l’asticella di dieci anni), vale a dire il 24,1 per cento degli italiani.