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Giochi e scommesse, solo il 16,5% degli anziani tenta la sorte


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Sono quasi 23 milioni, quasi il 47% della popolazione, gli italiani che nel corso del 2022 hanno tentato la fortuna con il Lotto, le lotterie, il Superenalotto, le scommesse sportive e di altro genere, il Bingo, i giochi online e le slot machine. Di loro solo il 16,5% ha più di 65 anni, sfatando così le leggende metropolitane secondo le quali gli anziani sarebbero grandi estimatori della Smorfia, o perennemente alla ricerca del grattino vincente.

A fotografare la situazione è il secondo rapporto Lottomatica-Censis, presentato qualche giorno fa, sul tema “Il gioco legale in Italia”, che parte dalla considerazione che “il gioco è un’attività insita
nella cultura e nella quotidianità degli italiani, praticabile in maniera responsabile, misurata e sana”. Dal report si evince che la scelta di giocare riguarda tutti i gruppi sociali e le realtà territoriali, ma sono soprattutto i giovani (il 65,2%), a sfidare la sorte e tutte le leggi statistiche nel tentativo di vincere qualcosa.

Il 53,1% dei giocatori percepisce redditi bassi, mentre il 37,5% dispone di entrate più sostanziose. Gioca di più chi vive nei grandi comuni. Tra coloro che giocano, si legge nel rapporto, al 56,4% è capitato di farlo online: al 17,2% è capitato spesso, al 39,2% di tanto in tanto. Il 43,6% di chi ha giocato legalmente nell’ultimo anno, invece, ha preferito i canali tradizionali. Neanche a dirlo, sono i giovani (il 74,7%) coloro che alla ricevitoria hanno preferito la modalità online.

Sempre rimanendo nel solco della legalità, a giocare sono stati soprattutto gli uomini (il 63,5%, di cui il 20,1%), i laureati (il 61,8%) e i residenti al Sud e Isole (62,2%). Il report analizza anche le motivazioni alla base del gioco, che a volte sono più di una; il 61,1% degli intervistati ha dichiarato “che è divertente, emozionante”, il 59,5% perché sperava di vincere, il 22% per puro piacere mentre per il 17% è un’abitudine che rilassa, e per il 2,8% è un’occasione per relazionarsi con
gli altri.

“Più in generale, per 69,4% degli italiani il gioco è un’attitudine umana, nel praticarlo non c’è nulla di male, l’importante è dare delle regole”, si legge nello studio, ma per il 91,3% “lo Stato deve regolare e gestire il gioco legale a tutela del consumatore e della collettività”, delineando il perimetro entro il quale può svolgersi senza rischi per i cittadini”.