Nelle scorse settimane il governo Meloni ha licenziato il disegno di legge delega sulla riforma fiscale. È una riforma che si preannuncia in grado di rivedere complessivamente il sistema fiscale del nostro Paese. Le misure che incideranno davvero, dal momento che si tratta di una legge delega, vanno ancora ben definite ma i margini di intervento sono noti. CNA Pensionati è pronta dire la sua, anche grazie al sondaggio sulle priorità di politica fiscale condotto tra i propri iscritti.
Nel mese di marzo, infatti, è stato effettuato un cosiddetto “instant poll” per misurare la preferenza tra le principali proposte di politica fiscale avanzate durante la scorsa campagna elettorale.
Ecco i risultati:
D’altra parte, molte di queste proposte risultano essere coerenti con alcuni degli interventi previsti dal Ddl sulla riforma fiscale approvato dal governo Meloni in CdM lo scorso 16 marzo (anche se il testo non è stato ancora trasmesso al Parlamento).
Vediamo perché:
L’articolo 5, dedicato all’IRPEF, introdurrà il principio per il quale il carico fiscale dovrà essere equiparato a prescindere dalla natura del reddito, sia se si tratti di lavoro dipendente, sia se si tratti di pensione. Secondo CNA Pensionati questa sarà l’occasione per stabilizzare e innalzare la soglia della no tax area per ricomprendere tutte le pensioni medio-basse (fino alla soglia di 10.000 euro l’anno).
Sempre l’articolo 5 prevede sia la riduzione degli scaglioni di reddito e delle aliquote di imposta (si parla di una prima riduzione da 4 a 3 aliquote, per avvantaggiare i redditi medi), sia il riordino delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’imposta lorda. In particolare, riguardo questi ultimi aspetti, viene citata la “tutela del bene casa e di quello della salute delle persone”.
Secondo CNA Pensionati tali principi e criteri direttivi devono superare l’anacronistica differenziazione di trattamento tra reddito da lavoro e reddito da pensione, rafforzando la sostenibilità economica e sociale di quest’ultimo.
L’articolo 7, incentrato sull’IVA, stabilisce di “razionalizzare il numero e la misura delle aliquote IVA secondo i criteri posti dalla normativa dell’Unione europea”.
Per CNA Pensionati, queste indicazioni si sposano in pieno con le proposte avanzate, a partire dal meccanismo di esenzione Iva per determinate categorie di beni.
Anche altre misure incontrano il gradimento di CNA Pensionati, come quelle presenti nell’articolo 10 su semplificazione e razionalizzazione di imposte e tributi minori che gravano sulle successioni o sulle compravendite immobiliari.
Così come va nella direzione giusta l’estensione, per i redditi da fabbricati, del regime della cedolare secca agli immobili adibiti a uso diverso da quello abitativo, ovvero gli affitti di negozi e laboratori.
L’articolo 12 dedicato al riordino delle accise sui prodotti energetici e sull’energia elettrica è un utile pretesto, infine, per ricordare e apprezzare la scelta del governo di proseguire nel sostegno dei bonus sociali per le bollette di luce e gas innalzando la soglia ISEE di accesso a 15.000 euro anche per il II° trimestre 2023, da aprile a giugno (il cd. Dl “Bollette” varato nel CdM dello scorso 28 marzo). Un giudizio “cauto ma positivo” è quello espresso da Giovanni Giungi, presidente nazionale di CNA Pensionati.
“Gli interventi citati – ha osservato – se attuati, potranno sostanzialmente interessare tutta la nostra platea associativa, dai redditi più bassi fino alle pensioni più ricche e sostanziose, in particolare grazie alla previsione di ridurre le aliquote IRPEF da 4 a 3. Quello che ci preme tuttavia, proprio per una questione di equità è il fatto che la riforma dia aiuto e sostegno, magari con interventi molteplici, ai percettori di redditi più bassi che fanno fatica sempre di più, grazie all’inflazione, a arrivare a fine mese e a pagarsi le medicine”.
Per approfondire
Leggi la posizione di CNA sul Ddl di riforma fiscale: Fisco, il Governo presenta una riforma molto ambiziosa
Per ottenere il bonus sociale automaticamente in bolletta si ricorda che è sufficiente essere in possesso della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini dell’attestazione ISEE. Adempimento che si può realizzare prendendo appuntamento presso uno sportello della rete CAF CNA: casacaf.it