Nonostante il clima mite di Natale, soprattutto al Centro-Sud, ormai ci siamo: l’inverno entra nel suo periodo più freddo. Come proteggere i nostri amici pelosi abituati al caldo delle nostre case? Ecco cosa ci consiglia Giampaolo Stocco, il nostro veterinario di VerdEtà.
I nostri amici animali hanno capacità di termoregolazione diverse dalle nostre e resistono al freddo più di noi umani. La natura infatti li ha dotati di sistemi di protezione naturali, contro le basse temperature; sia i gatti che i cani, in particolare, hanno un metabolismo basale più alto di noi umani, così resistono meglio alle basse temperature. Inoltre, specie per le razze a pelo lungo, il manto è una sorta di “cappotto naturale” che li protegge moltissimo.
I amici, tuttavia, cominciano a non voler uscire di casa volentieri a 5 gradi: l’importante è che una volta rientrati vengano asciugati, e nel caso dei gatti che possono rientrare liberamente, controllarli sempre. Non serve tenerli in ambienti caldi, a volte è anche peggio perché gli sbalzi termici predispongono a patologie respiratorie che possono anche diventare complesse in soggetti particolarmente debilitati o predisposti.
Cappottini e altro quando usarli
Solo quando fa molto freddo (sotto zero) solo all’esterno, e solo per soggetti a pelo corto. Altro discorso per le scarpette per i cani, specie se abitiamo in zone fredde con ghiaccio permanente, o situazioni prossime allo zero, si potrebbero congelare i cuscinetti plantari. Sono zone molto delicate e se ci sono screpolature, tagli o altro possono portare a ulcere e infezioni, che guariscono con una certa difficoltà. Quindi, se il nostro animale le sopporta, mettiamogli pure le scarpette. Mettiamogliele anche nei casi di sospetta lesione ma, ovviamente, se vediamo che cammina male o non vuole camminare con tali protezioni, teniamo d’occhio i cuscinetti plantari e asciughiamoli appena possibile. Esistono in commercio anche berrettini per le orecchie, ma non sono necessari salvo che per alcune razze di cani che hanno padiglioni auricolari grandi che arrivano quasi a terra; in questo caso servono per lo più per evitare traumi. Serve comunque che siano sempre ben asciutti e in tutti gli altri casi sono solo accessori estetici, lo stesso per i collari di lana/cotone: elementi estetici ma che non hanno nulla di funzionale.
In ogni caso e solo nei casi menzionati quando mettiamo delle protezioni ai nostri amici è assolutamente sconsigliato lasciarli liberi sono senza controllo diretto perché sono tutti elementi che tolgono sicurezza di movimento all’animale e che spesso possono impigliarsi, incastrarsi o peggio soffocarsi.
Le cucce e i giacigli
Non devono essere a contatto con il terreno quindi rialziamoli specie se in zona umida, mettiamogli copertine all’interno e controlliamo che siano sempre asciutte e sempre lontane dalle correnti d ’aria.
Il cibo
I cibi che diamo non devono essere freddi, ma a temperatura ambiente, circa 20 gradi, lo stesso per la ciotola d’acqua. Per chi ha spazio (giardino) non mettiamola all’esterno ma in ambiente riparato per evitare che si raffreddi troppo.
I cuccioli
Evitiamo il più possibile gli sbalzi di temperatura specie per i soggetti più giovani, i cuccioli in genere hanno più difficolta alle basse temperature e le loro capacità di adattamento e termoregolazione sono notevolmente inferiori rispetto agli adulti. Perciò i cuccioli teniamoli al riparo, portiamoli fuori al freddo meno possibile, ma quel che è più importante se lo dobbiamo fare, farlo con gradualità: la bronchite o la polmonite sono sempre in agguato. Se rispettiamo le regole del buon senso eviteremo così di dover intervenire farmacologicamente, con possibili sofferenze per i nostri amici.