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I pensionati lanciano l’allarme dell’emergenza medici di base


Mantova

I pensionati artigiani della CNA sono fortemente preoccupati della situazione che si è venuta a creare a seguito della carenza dei medici di base sul territorio mantovano: ne mancano 75. Diciotto mila mantovani sono costretti a migrare fuori paese per usufruire dei servizi. Si stima che nei prossimi anni mancheranno in Italia 14 mila medici di base e in Lombardia 4.168.
Una situazione allarmante tenendo presente che sono figure fondamentali sia per aprire le future Case di Comunità sia per assistere i propri pazienti. Non solo quindi l’emergenza Covidi-19, ma anche l’emergenza dei medici di medicina generale con tutte le problematiche che ne conseguono sul piano socio-sanitario per la collettività, ancor più per gli anziani. E’ pertanto urgente e ineludibile il potenziamento della medicina di prossimità, anche con risorse finanziarie, per dotarla di strumenti moderni adeguati a questo loro essenziale ruolo.
CNA Pensionati ha dato il suo pieno appoggio al Documento Tavolo Sanità mantovana presentato dal Comune di Mantova, altri Comuni e Provincia, alle forze sociali e ai Consiglieri regionali mantovani in merito alla riforma del sistema sanitario lombardo. In sintesi si chiede di elevare il numero dei posti Ietto negli ospedali mantovani, potenziare l’organico del sanitario (medici ed infermieri professionali), sviluppare un modello basato sulla creazione di una specifica ATS territorio, rafforzare il ruolo dei Distretti socio-sanitari con il coinvolgimento di comuni e forze sociali, individuare le case di comunità, tenendo conto dei PRESST già programmati in modo da creare una rete di servizi efficienti sul territorio, rilanciare il ruolo della prevenzione in raccordo con le cure primarie e con la medicina del territorio.
CNA Pensionati ribadisce la necessità di valorizzare e potenziare i Consultori, strutture fondamentali per la sanità e l’assistenza di prossimità con servizi sostanzialmente gratuiti di rilevanza socio-sanitaria e di prevenzione per la tutela della salute delle donne sul piano fisico, psicologico e sociale e soprattutto per prevenire e tutelare contro ogni forma di violenza mentale e fisica e per la cura dei bambini e di altri servizi di sostegno.
Chiede inoltre alla Regione di riaprire il reparto di Geriatria del Carlo Poma necessario per una popolazione sempre più anziana (100 mila ultra 65enni, il 27 % della popolazione, oltre 36 mila ultra 80enni). Oltre al reparto di Geriatria, occorre accrescere il numero dei geriatri e fissare linee di indirizzo operativo, che ne stabiliscano un ruolo centrale.