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Lavori in corso – Riflessioni di un “macchiata” involontario


Varese

Il cantiere edile è il trastullo che interrompe il passo trascinato del gruppo di anziani bighellonanti. La loro postura (mani dietro la schiena) denuncia una attenzione divisa fra noia e curiosità. La rete che circoscrive il cantiere mi suggerisce la metafora che simboleggia la frattura di ogni vissuto artigiano, speso fra un lungo passato di lavoro e l’attualità “del duman l’è n’alter dì”. Ciascuno degli astanti introietta a modo suo quel guardare. Tuttavia fra il guardare annoiato e il vedere (che non è sinonimo) vi è un fossato. Il vedere, mai neutro, colma quel fossato e rende accessibili immagini, ricordi, emozioni, sentimenti, nostalgie, diversificati in ognuno di quegli anziani osservatori.

La seconda fotografia ci offre invece un quadro molto gagliardo, nel quale la seriosità dell’anziano artigiano non è finta. Il suo viso mostra una grinta dietro la quale vi è l’orgoglio di una esperienza di vita di lavoro, di capacità professionale che pretende di trasmettere al giovane, che si mostra ben attento e intimidito. Chi è giunto fin qui (e non si è stancato prima) e ha avuto la pazienza di leggere questo contributo, si domanderà, ma dove va a parare questo? La domanda è legittima e più che lecita. Tento perciò di fornire una risposta plausibile e convincente.
Tra le due posizioni, quella rappresentata nella prima foto di anziani vicino al cantiere e quella visibile nella seconda istantanea con l’altro anziano, attivo e sul pezzo, (come tanti altri nostri associati) si trova il varco nel quale una vecchiaia altrettanto attiva può essere situata.
Tutti quelli che come lo scrivente si sono profusi e consumati nel proprio lavoro per anni e anni con le dita di una mano, che non enumerano tutti i decenni di fatica spesi a beneficio proprio e della propria famiglia, possono/devono aspirare ad atti di sano egoismo. Dedicarsi a se stessi e con gli altri e agli altri, senza dimenticarsi, magari di essere nonni, mariti, padri, non può essere una colpa.
Cna Pensionati di Varese aspira dunque, ad essere quella terza via o varco, come l’ho chiamato, che si situa fra ozio e alacrità contro e avverso alla pandemia che pare affievolirsi e incline ad alimentare le energie di coloro che, non paghi del solo lavoro, amino padroneggiare ancora la propria vita.