Erbe medicinali di primavera

Parliamo di natura, parliamo di bella stagione e di erbe che ci aiutano a restare in salute. Lo facciamo con il nostro Fitopreparatore Gennaro Sportiello

"Ed ecco sul tronco si rompono gemme: un verde più nuovo dell’erba che il cuor riposa: il tronco pareva già morto, piegato sul botro. E tutto mi sa di miracolo”.  Questo è l’inizio della poesia dedicata alla primavera di Salvatore Quasimodo. Poche pennellate e già siamo in tema. Il miracolo della resurrezione della natura all’arrivo della bella stagione. In inverno la terra è fredda, intorpidita, come prigioniera di un incantesimo. Tutto è buio, gelo e morte. Ma a un certo punto ecco il miracolo. La luce, il tepore e la vita spazzano via l’inverno e il suo alito gelido. Questa rigenerazione non è solo materiale, ma anche spirituale. Un nuovo inizio dove la forza e l’energia originari sprigionano il loro vigore. Una resurrezione vera e propria. 

I romani, che come noi erano testimoni dell’evento che si rinnova ogni anno, il primo maggio facevano sacrifici alla dea Maia che presiedeva fecondità e abbondanza. A lei era dedicato il mese di maggio, da “maius”.
Quanto ad aprile deriva sempre dal latino “aperire”. L’intera natura si apre all’esterno, coinvolgendo anche noi del regno animale.
Lo stesso giorno, il primo maggio, i celti festeggiavano la vittoria del Sole sulle Tenebre. Ci si abbandonava a canti e balli che culminavano con la cacciata di morti. Insieme con streghe e demoni erano rimandati a forza negli inferi, regno delle oscurità.
 
Erbe medicinali
 
Grazie al clima più mite sono molte le piante curative che crescono in questo periodo. Per esempio ortica, malva, tarassaco, asparago, spinacio selvatico, borragine, melissa, piantaggine, prezzemolo selvatico, borsa del pastore e molte altre. Vediamone alcune.
Ortica - Dalle foglie urticanti e per questo conosciuta da tutti. L’infuso delle foglie allevia i reumatismi. Utile in caso di gambe e piedi gonfi, ritenzione idrica, accumulo di liquidi nei tessuti. Favorisce la digestione.
Sambuco - I fiori si raccolgono in primavera, mentre le bacche a fine estate. Una tisana dei fiori riduce raffreddore, tosse, asma. Ha proprietà lassative e combatte le emorroidi. I fiori seccati hanno la capacità di rendere morbidi i tessuti e danno sollievo alle infiammazioni.
Borragine - Ha bei fiori celesti e contribuisce a far calare la febbre alta e il raffreddore. Erba diuretica e depurativa.
Tarassaco - Detto anche dente di leone. Le foglie si raccolgono in primavera-estate e sono depurative del fegato, diuretiche e agevolano i reni. Sono antiossidanti.
Melissa - Le foglie si raccolgono in primavera e hanno proprietà antispasmodiche, specie se riguardano emicranie e nevralgie. Sono digestive e coadiuvano la secrezione della bile.
Asparago - Allo stato selvatico è più piccolo e esile di quello coltivato. Diuretico ma sconsigliato per chi soffre di infiammazioni alle vie urinarie e ai reni. Ricco di vitamine A B C.
 
Raccogliere le erbe
 
C’è chi preferisce comprarle al mercato (meglio se da coltivazioni biologiche), chi acquista i ritrovati per curare malanni e malesseri, in farmacia o erboristeria, altri invece amano raccogliere le piante in campi e prati.
In questo caso c’è bisogno di qualche precauzione.
Prima di tutto si deve sapere quando è “il tempo balsamico”. Quando conviene cogliere la pianta. Spesso coincide con il momento in cui è massima la presenza di principi attivi. Non sempre perché in alcuni casi potrebbe essere nocivo. I fiori si prendono appena prima della fioritura, mentre le foglie è meglio staccarle in piena crescita. Le radici in autunno, approfittando della pausa della brutta stagione.
Una cosa essenziale riguarda il luogo in cui raccogliere le piante. Assicurarsi che nei pressi non ci siano campi coltivati (a causa dei pesticidi). Evitare la vicinanza di strade, officine, fabbricati, fogne e altre fonti di inquinamento. Infine informarsi sulle leggi che disciplinano la raccolta. Ci sono specie che è vietato prendere, altre solo in alcune zone. 
É ugualmente importante entrare in sintonia con la natura. Fra noi esseri umani e il mondo vegetale esiste un vincolo forte, potente. Camminare in una foresta, un bosco o un semplice parco cittadino aiuta a migliorare l’umore e ridurre la tensione. A contatto con erbe e alberi ci si scopre più veri, più puri. Si entra in relazione con l’universo e con i suoi misteri, i suoi segreti. Sembra quasi di poterli vedere, toccare. Ma è solo un’illusione. Contentiamoci di respirare aria pulita e cogliere qualche piantina medicinale.   

 

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