Scenari post Coronavirus, domotica e smart city nella vita degli over 65?

La pandemia ha accelerato il futuro. Nell'era digitale e dell'intelligenza artificiale case sempre più sicure, intelligenti e a basso consumo

L’attuale emergenza sanitaria che da molte settimane ci costringe – responsabilmente – a casa, ha rivoluzionato anche il modo di intendere gli spazi domestici. Sono tante le aziende, pubbliche e private, che per ridurre gli spostamenti hanno attivato modalità di lavoro agile (o smart working, all’inglese), consentendo ai dipendenti di prestare servizio da casa. Anche la scuola, di ogni ordine e grado, si è immediatamente organizzata e la didattica adesso prosegue online, grazie alle video-lezioni che permettono anche l’interazione tra docenti e studenti. Ecco quindi che le nostre case per molti sono diventate, necessariamente, anche il luogo di lavoro oppure il posto dove seguire lezioni. Questa straordinaria condizione di forzato isolamento sociale ci offre lo spunto per alcune riflessioni sulla nostra vita tra le mura domestiche. Come possiamo migliorare la qualità del tempo trascorso in casa? Quanto spendiamo di energia stando tutto questo tempo in casa? C’è qualcosa che potrebbe esserci particolarmente utile, che forse esiste già ma che non conosciamo? E quando torneremo alla normalità – speriamo al più presto – cosa possiamo fare per vivere al meglio la nostra casa, che resta comunque lo spazio dove passeremo sempre più tempo?

Dal punto di vista dei consumi, si dimostrano sempre preziosi i pratici consigli come non lasciare accese le spie degli elettrodomestici, sceglierli ad efficienza energetica, installare pannelli solari e optare per luci a led. Ma c’è qualcosa che può migliorare la nostra vita, semplificandola, fin da subito e al di là del Coronavirus.

La domotica. Come spesso accade, ci viene in soccorso la tecnologia. In gergo si chiama domotica ed è definita come l’applicazione dell’informatica e dell’elettronica alla gestione dell’abitazione. Il termine deriva dall’unione tra il sostantivo latino “domus” (casa) e “robotica”. Secondo gli studi, il concetto di domotica sembrerebbe già noto al 63% degli italiani.

Più facile. La domotica semplifica la vita domestica, perché consente di gestire in maniera intelligente tutti gli impianti, nell’ottica della “smart home” e dalla “smart city”. Con una sorta di controllo da remoto, è possibile gestire gli impianti domestici in modo da utilizzare al meglio l’energia. Ad esempio, comodamente dal nostro smartphone, possiamo programmare l’accensione dei caloriferi e del condizionatore, alzare o abbassare le serrande, vedere che cosa c’è dentro il frigorifero, programmare e disattivare l’impianto di irrigazione anche da lontano, controllare le luci, programmare attività in base all’agenda del giorno, inserire il sistema di sicurezza, controllare gli spazi interni mediante telecamere.

Più sicurezza. Proprio la sicurezza è uno dei principali ambiti di applicazione della domotica e anche tra le principali motivazioni che spingono i clienti ad avvicinarsi a soluzioni di questo tipo. Le centraline antintrusione wireless (senza fili) sono tra le più avanzate, dialogano con i sistemi di sicurezza presenti in casa e sul perimetro esterno attraverso segnali radio, senza bisogno di cavi e quindi senza la necessità di realizzare opere murarie. Le nuove tecnologie possono migliorare anche la qualità della vita delle persone anziane, attraverso piccolissimi biosensori applicati sugli indumenti. Questi riescono a misurare i parametri biologici, forniscono informazioni sullo stile di vita, verificano la qualità del sonno e dell’aria, controllano la deambulazione in casa e rilevano persino le cadute accidentali.

Più valore. Inoltre, gli impianti domotici aumentano il valore dell’abitazione sul mercato e contribuiscono a potenziarne il carattere ecologico. Non da ultimo, gli interventi effettuati in questa direzione possono beneficiare dell’ecobonus. I costi. Sì, va bene, ma quanto costa un impianto di domotica? Si stima che per un’abitazione di 70 mq con 4 vani, la spesa per un impianto “intelligente” abbia in media un costo pari a 5.000 euro. Un investimento che può essere sostenibile e che può sicuramente migliorare la qualità e la sicurezza della nostra vita in casa, con un risparmio in bolletta che non dispiace mai.

Lavoro agile Detto anche smart working, è una modalità di esecuzione del lavoro, caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. Si tratta di una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività. La definizione di smart working, contenuta nella legge n. 81/2017, pone l’accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull’utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come, ad esempio, pc portatili, tablet e smartphone). Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie.

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