Giungi: non abituiamoci a tutto, è ora di cambiare

Responsabilità e rispetto. Parole forse dimenticate e spazzate via nel corso degli ultimi anni in cui la rabbia e l’aggressività sono diventati i sentimenti più comuni dei cittadini italiani.

Dai vaffa day ai forconi le parole nel dibattito pubblico sono diventate sempre più pensanti e abbiamo finito per abituarci a tutto. E’ stato sdoganato, in definitiva, il lato peggiore dell’animo umano e oggi, purtroppo, ne paghiamo le conseguenze sia in termini sociali che politici. 

A pensarla così è il presidente di Cna Pensionati Giungi che, all’indomani del voto e prima ancora della formazione di un nuovo governo, cerca di tenere dritta la barra del timone di Cna Pensionati.

“Siamo in un momento di passaggio epocale del nostro Paese - spiega a VerdEtà – e, come in un mare in tempesta, l’ultima cosa da fare è perdere la calma. In questo momento, mentre scriviamo questo articolo, la formazione di un governo è ancora una storia tutta da scrivere e sembra essere, per di più, una strada in salita”.

“I pensionati italiani hanno votato secondo coscienza ognuno per la sua parte politica – aggiunge il Presidente – ma penso di poter interpretare i sentimenti comuni della mia generazione quando parlo di responsabilità. Un sentimento che noi abbiamo avuto in abbondanza negli anni in cui siamo stati protagonisti con le nostre piccole imprese della crescita più poderosa che questo Paese abbia conosciuto”. 

Secondo Giungi, invece, quel senso della responsabilità in questi ultimi mesi si è sicuramente affievolito. “Abbiamo assistito a una campagna elettorale molto dura – continua Giungi – fatta di accuse, spesso insulti e menzogne sui social, promesse mirabolanti per catturare il consenso elettorale e far leva sulle debolezze di chi purtroppo era ed è in difficoltà”. 

“Il popolo è sovrano e ha preso le sue decisioni –chiarisce il Presidente di Cna Pensionati – per cui ora non resta che dare un futuro al nostro Paese e alle nostre famiglie. Ecco perché serve non solo responsabilità, ma anche rispetto. In questo momento l’elettorato italiano è diviso in tre parti. Sono almeno cinque anni che si ripete, con percentuali diverse e diversi protagonisti al primo posto nelle competizioni elettorali, una simile situazione. Ma, come si sa, è la maggioranza a dover governare. Così occorre sedersi a un tavolo e parlare. E allora ci vuole rispetto. Delle diverse posizioni e delle idee altrui,  valori, questi a cui hanno fatto riferimento con grande intelligenza i nostri padri costituenti e di cui oggi abbiamo bisogno più che mai”.

“Chi è stato eletto – insiste Giungi – deve ricordare che chi scrisse quella Costituzione non la pensava certo nella stessa maniera: anzi le posizioni fra Dc e Pci erano aspramente contrarie, ma seppero rispettarsi e fare il bene del Paese. I morti, la fame, la distruzione ci unì e quel rispetto ci portò a risorgere lavorando tutti per il bene comune. L’odio, l’insulto, il non riconoscimento porta solo al disfacimento e al declino. Noi pensionati italiani lo ricordiamo molto bene”.

“Il nostro appello – conclude  - è proprio questo. Lavorare per il bene comune ricordando che in democrazia  nessuno ha ragione o torto, ma per crescere bisogna trovare un punto di incontro e valorizzare le buone idee di ognuno. La demonizzazione costante dello Stato, della politica, delle istituzioni, le parolacce, le sceneggiate vanno superate. Questo è il momento di cambiare”. 

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