Conti pubblici e promesse da marinai. Cottarelli: "scordiamoci soluzioni gratis".

E’ reduce da una brutta influenza, come tanti italiani in questo fine inverno pieno di promesse (elettorali) assai poco amiche del buon senso. Ma il virus non gli ha affatto annebbiato lucidità e estrema chiarezza. E’ Carlo Cottarelli già commissario alla spending review, espressione poco italiana, ma che in buona sostanza significa cosa fare per tagliare gli sprechi della pubblica amministrazione e reperire risorse per fare scelte buone senza aumentare il debito. Oggi Cottarelli ha messo in piedi un Osservatorio sui conti pubblici italiani in collaborazione con l’Università cattolica. Un occhio vigile, a suo dire, su come si spendono i nostri soldi e sulla veridicità dei documenti di Finanza pubblica. Perché, alla fine della fiera, la matematica non dovrebbe essere un’opinione. 

Domanda. Professore come mai oggi si è persa persino la certezza dei numeri? 

Risposta. Parliamo dei conti pubblici. Esiste nel nostro paese quella che io chiamo una cultura barocca dei documenti di Finanza pubblica, che poi sono quelli che ci informano su come sono impegnati i nostri soldi. Traduco: spesso e volentieri i documenti ufficiali, quelli ad esempio della Corte dei Conti e della Ragioneria generale dello Stato, organismi non politici, sono lunghi, ritondanti, di difficilissima comprensione. Noi dell’Osservatorio, ad esempio, abbiamo individuato nei conti pubblici ben 55 miliardi in più rispetto alla crescita stimata del nostro debito, non giustificati dall’aumento previsto del deficit. E questo senza spiegazioni chiare su come si giustifica questo enorme peso in più sulle finanze dello Stato. 

D. Come è possibile?

R. Forse perché ci sono cose di cui non fa piacere parlare. Tipo i derivati, ad esempio, o cose simili che non finiscono, secondo le regole europee, nel deficit. Quindi niente di illecito. Tuttavia l’opacità, la non chiarezza, il linguaggio ritondante e ipertecnico rende inaccessibile le informazioni sui conti pubblici ai cittadini normali e anche alla gran parte della stampa che potrebbe divulgare informazioni più semplici e corrette. 

D. Il che lascia aperto il campo alle opinioni,  per definizione soggettive e non oggettive come sono i numeri. Che ruolo ha in questo scenario il suo Osservatorio?

R. E’ proprio quello di far chiarezza. Quando, per esempio, esce un comunicato in cui si dice che saranno eliminate un terzo delle società partecipate, il nostro ruolo è quello di controllare e magari, come abbiamo fatto, di puntualizzare i fatti. E cioè dire che si tratta di un terzo delle partecipate fra quelle che potevano essere eliminante non un terzo di tutte le partecipate esistenti.

D. Mentre scriviamo mancano alcune settimane alle elezioni. Avete annunciato che controllerete le promesse elettorali. A anche punto siete?

R. Abbiamo chiesto ai partiti di mandarci i programmi e le loro proposte nel dettaglio. E anche gli obiettivi di spesa totale, entrate totali e deficit totali. Metteremo insieme i loro obiettivi e le loro proposte e vedremo se i conti tornano.  Consiglio a chi legge (con i tempi di stampa e spedizione l’esame dei programmi sarà on-line quando riceverete il giornale n.d.r.)  di controllare cosa ne è venuto fuori sul nostro sito http://osservatoriocpi.unicatt.it .

D. Ma un idea se la sarà già fatta o no?

R. Certo. Ma va fatta una premessa. L’Italia ha un debito pubblico enorme (oltre 2.200 miliardi di euro n.d.r) occorre quindi procedere ad un aggiustamento dei conti al più presto, ora che abbiamo tassi di interesse bassi e crescita intorno all’1,5%, altrimenti fra qualche anno torniamo alla grande crisi del 2011-12 e dobbiamo, in condizioni di stress, tagliare la spesa e aumentare le tasse come fece Monti. 

D. Prospettiva terrificante. Quindi?

R. Quindi basterebbe, nei prossimi tre anni, non spendere più di ciò che ci entra e procedere al pareggio del bilancio. Facendo ricorso al buon senso del padre di famiglia. Infatti, con il pareggio di bilancio, il debito smette di crescere in euro e in presenza di una crescita economica come quella in atto il rapporto deficit/pil scenderebbe.

D. Ma non abbiamo già fatto abbastanza sacrifici nell’era dell’austerità?

R. Non si tratta di tagliare attenzione. Ma basta tenere ferma la spesa pubblica primaria, in termini reali e quindi al netto dell’inflazione, allo stesso livello dell’anno precedente. Così azzeriamo il deficit in tre anni. Nessuna austerità. 

D. Bello. Ma questi numeroni macroeconomici spesa primaria, deficit, pareggio del bilancio sono un po’ come la spending review, concetto condivisibilissimo sulla carta e poi però non sempre facile da applicare. Ad esempio, quando si parla di efficientamento della pubblica amministrazione bisognerebbe dire che significa anche licenziare i troppi dipendenti. 

R. Continuo a insistere: se la spesa resta costante, non si deve licenziare nessuno. Basta non assumere ad esempio.

D.  Bloccare le assunzioni però significa penalizzare i giovani e alimentare il conflitto generazionale..

R. Direi che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Vanno fatte delle scelte. Io personalmente preferisco avere per tre anni una pubblica amministrazione più vecchia ma procedere all’aggiustamento dei conti. Il rischio, insisto, è di ritrovarsi alla situazione pre-Monti alla prossima congiuntura negativa. Negli ultimi 6 anni il processo di aggiustamento dei conti si è interrotto. In buona sostanza non è aumentata la spesa ma sono diminuite le tasse, cioè le entrate. Bisogna riprendere il cammino.

D. Tornando  ai programmi elettorali non tutti però si preoccupano granché di aggiustare i conti, anzi. Le promesse sono quasi eccessive. Più pensioni, meno tasse. Quindi più uscite e meno entrate. Che ne pensa?

R.  Diffidare da chi promette la botte piena e la moglie ubriaca. Bisogna scegliere quali sono le priorità.  Io dico che soluzioni gratis non ce ne sono. 

D. Cosa consiglia al futuro governo?

R. Consiglierei di risolvere una volta per tutte i problemi di finanza  e conti pubblici sino a quando siamo ancora in tempo. Senza alcun dubbio. Altrimenti torniamo punto e daccapo e questo sarebbe catastrofico.

 

copertina verdeta65

banner essere cna

banner unipol

>>> INGRANDISCI <<<

Festa Nazionale CNA Pensionati

TG5 ore 8. Indagine SWG per CNA Pensionati: solo un pensionato su 4 riesce a mantenere i famigliari senza difficoltà (27/08/17)

TG5 ore 00,50. Indagine SWG per CNA Pensionati: solo 1 pensionato su 4 ha una vita dignitosa (26/08/17)

TGCOM24 ore 17. Indagine SWG per CNA Pensionati: solo il 25% dei pensionati italiani riesce a vivere una vita dignitosa (26/08/17)

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi sapere di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca il pulsante "Cookie e Privacy". Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.