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La Legge quadro sull’Artigianato Siciliano


Messina

Le grandi conquiste non vengono mai da sole, sono sempre il frutto di anni di lotte e rivendicazioni e la legge che nel 1986 disciplinò l’Artigianato in Sicilia non fu l’eccezione, ma fu invece uno degli esempi più significativi di come l’iniziativa sindacale raggiunge risultati quando è ben organizzata e si fonda sulle giuste motivazioni. L’Italia una legge per la tutela degli artigiani la aveva già, era datata 1956, ma non si dimostrò all’altezza del compito: disciplinare e promuovere l’Artigianato in Italia. “La Legge n. 860/56 sarebbe dovuta essere alla base del rilancio dell’artigianato. Istituiva, ad esempio, la Commissione Provinciale per l’Artigianato, che avrebbe dovuto rappresentare e tutelare la categoria, ma secondo il Cavalier Biagio Messina, questa legge, “si dimostrò poco versatile e favorevole nei confronti degli artigiani”. Negli anni ’70 comunque andava rinvigorita la normativa di settore, così ripresero le iniziative per arrivare ad una nuova legge. “Non fu per niente facile” racconta il Cavalier Messina “dopo un sofferto e lungo iter burocratico, ostacolato da certe componenti economiche, veniva approvata in Italia la Legge Nazionale sull’Artigianato n. 443, l’8 agosto 1985, una legge che ha cambiato il volto dell’artigianato.” L’Artigiano diventava impresa a tutti gli effetti, assumendo la figura giuridica dell’impresa e mantenendo la caratterizzazione legata alla sua figura. L’Albo assumeva piena operatività e venivano introdotti nuovi strumenti e nuove opportunità a partire dalla qualifica per finire alle agevolazioni. La legge definiva una cornice giuridica che era recepita e riempita di contenuti dalle singole Regioni. La Regione Siciliana però si mostrò distratta al recepimento della Legge. “Con quella proposta di legge la categoria si batteva per difendere gli interessi degli artigiani – continua Messina – e di certo non potevamo arrenderci. Decidemmo di scrivere delle proposte da presentare al Governo regionale e alla commissione che stava discutendo la Legge Quadro per l’Artigianato approvata dallo Stato. Volevamo dare all’Artigianato Siciliano una legge moderna, anche a seguito dell’evolversi delle nuove tecnologie e per essere sempre più competitivi con le altre regioni del nostro paese”. Per il Cavalier Messina “La Regione Sicilia non doveva rimanere ultima, soprattutto sull’istruzione professionale che doveva essere interpretata con senso di responsabilità, per poi alla fine, emanare una legge funzionale, sia sul fronte della scuola dell’obbligo, sia su quello dell’apprendistato artigiano”. Le legge però procedeva lentamente. “Decidemmo allora di organizzare una grandissima manifestazione per far sentire la voce degli artigiani”. Il 14 Novembre 1985 fu indetta una grandiosa manifestazione unitaria, capitanata da CNA, la delegazione presente più grande. Alla manifestazione parteciparono oltre 10.000 artigiani che sfilarono per le strade di Palermo. “Un avvenimento incredibile – aggiunge – come capita spesso in queste occasioni, si formò una delegazione per incontrare il Presidente e di questa delegazione facevo parte anche io. Una volta arrivati, andammo a parlare con il Presidente della Regione di allora, Rosario Nicolosi. Era un presidente che non guardava con particolare interesse la categoria degli artigiani. Capimmo subito che ci trattava con circostanza, così ricordo di averlo invitato a guardare la manifestazione che era sotto il palazzo. Dopo diverse insistenze finalmente si affacciò alla finestra per vedere con i propri occhi la quantità di persone che era venuta a difendere la propria categoria”. “Ricordo che il Presidente della Regione restò sorpreso e sbalordito nel vedere tutta quella gente, una piazza gremita di persone – continua Messina – eravamo più di 10.000 artigiani ed ognuno di noi era lì perché credeva fermamente nel valore dell’artigianato siciliano, eravamo lì per far valere i nostri diritti, come protesta, e per far approvare la legge regionale n. 3 del 18/02/1986, che fu poi finalmente sbloccata e approvata”. Un avvenimento che appartiene certamente alla storia della Sicilia e che è stato una grande conquista che ha permesso all’impresa artigiana di svilupparsi, attrezzarsi e mettersi al passo con le più sofisticate tecnologie del tempo, che apportò grandi novità sui limiti dimensionali dell’impresa artigiana, sul credito e sull’apprendistato. “Siamo riusciti a raggiungere alti traguardi, proprio perché il nostro impegno è stato costante e perseverante, non ci siamo arresi e siamo intervenuti con energia perché speravamo fermamente in un futuro migliore di crescita e sviluppo della categoria artigiana” – conclude Messina.