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Riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie, il Dl è solo un primo passo


Politiche Associative, Salute

CNA Pensionati è intervenuta di fronte ai componenti la decima commissione del Senato – Affari sociali, Lavoro pubblico e privato, Previdenza sociale – nell’ambito delle audizioni sul Decreto legge che reca misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste d’attesa sulle prestazioni sanitarie.

Nel complesso, abbiamo espresso un parere favorevole al provvedimento, che interpretiamo come una dichiarazione di consapevolezza della necessità di promuovere la rigenerazione del nostro sistema sanitario.

Al contempo, abbiamo sottolineato che questo non può che essere un primo passo, cui ne devono forzatamente seguire altri in tempi brevi, in una logica di presidio strutturato, sistemico e coordinato su un aspetto davvero di vitale importanza per i cittadini, gli anziani in particolare.

L’apprezzamento deriva da un giudizio positivo rispetto alla realizzazione di una Piattaforma nazionale capace di garantire l’interoperabilità dei dati e conseguentemente di favorire un più compiuto sistema di monitoraggio. Altrettanto positiva è la previsione di un Centro unico di prenotazione a livello regionale e infra-regionale, accompagnato da uno sviluppo del processo di digitalizzazione per la gestione delle prenotazioni.

Abbiamo però chiesto che le Regioni accompagnino questo processo con il coinvolgimento delle Associazioni dei Pensionati, allo scopo di garantire un supporto all’accesso a questi servizi anche alle persone anziane, meno avvezze all’utilizzo di strumenti digitali.

Apprezzabili anche gli interventi mirati a potenziare l’offerta, quali l’ampliamento al sabato e alla domenica delle prestazioni, e l’allungamento degli orari, nonché gli incentivi sotto forma di parziale defiscalizzazione per le prestazioni aggiuntive.

Nutriamo qualche perplessità, invece, rispetto alla istituzione di un Organismo di verifica a livello nazionale. Sarebbe opportuno, a nostro avviso, individuare modalità di intervento condivise preventivamente tra i diversi livelli istituzionali.

Segnaliamo, altresì, come spesso l’attuazione di alcuni di questi interventi sia subordinata all’emanazione di successivi decreti, con il rischio di dilatare nel tempo i potenziali effetti positivi.

Certo, sullo sfondo permane il tema relativo alle risorse. Il Decreto in esame prevede alcuni interventi che possono generare qualche miglioramento, ma che difficilmente consentiranno di recuperare il divario tra domanda e offerta. Bisogna partire dal presupposto che la sanità è una priorità e come tale va affrontata. Serve, quindi, un impegno comune per reperire le risorse indispensabili al buon funzionamento del sistema sanitario.