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Al via il nuovo fascicolo sanitario elettronico


Salute

Al via il nuovo fascicolo sanitario elettronico, punto unico di accesso e raccolta dei documenti sanitari e sociosanitari di tutti i cittadini che avrà dimensione nazionale. Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) raccoglie la storia clinica di ognuno rendendo disponibili le informazioni e i documenti prodotti dal Sistema Sanitario Nazionale da medici e operatori sanitari anche di strutture diverse (ASL, Aziende Ospedaliere, medici di famiglia e pediatri, ecc.) e da strutture sanitarie private. Contiene ad esempio referti, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e tutto il materiale che descrive i tuoi eventi clinici. Il fascicolo, in sostanza, è un ‘cassetto’ virtuale da cui, con l’assenso della persona interessata, i professionisti del sistema sanitario, ovunque e in qualunque momento, possono consultare i documenti digitali sugli eventi clinici personali, anche in circostanze di emergenza.  I vantaggi sono numerosi:

  • avere un unico punto di accesso in sicurezza alla storia clinica personale
  • poter consultare il  fascicolo ovunque ci si trovi
  • far arrivare velocemente al proprio medico curante le informazioni che ci riguardano
  • essere seguiti con maggiore continuità
  • evitare esami ripetuti o non necessari

In alcune regioni il fascicolo sanitario elettronico funziona da tempo, come l’Emilia-Romagna, il Veneto, la Toscana, il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia, mentre altre sono molto indietro come l’Abruzzo, la Basilicata e la Calabria, ma anche il Lazio, la Liguria, la Sicilia e la Campania. Ora si va avanti a livello nazionale e secondo i piani, il fascicolo dovrà obbligatoriamente essere attivo in tutte le regioni italiane entro il 2026.

Tuttavia si è aperta una questione sulla privacy dei cittadini, infatti a seguito di un decreto approvato nel 2020 sull’impelementazione del fascicolo sanitario, la legge prevede che i propri dati sono caricati automanticamente e senza il consenso volta per volta. Dal momento che la legge prevede questo automatismo solo per i documenti caricati dalla sua approvazione (dal 19 maggio 2020), il ministero ha previsto un sistema per permettere a chiunque di “opporsi al pregresso”, cioè di rifiutare la condivisione dei dati sanitari precedenti a quella data.

Per questo tempo c’è tempo fino al 30 giugno prossimo per dire ‘no’ all’inserimento, nel Fascicolo sanitario elettronico, di dati su prestazioni antecedenti al 19 maggio 2020. Se non si esercita l’opposizione le informazioni cliniche, generate fino a questa data, verranno inserite automaticamente nel Fascicolo.

Per chi non lo ha ancora fatto, l’opposizione al caricamento di dati e documenti generati da eventi clinici riferiti alle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale antecedenti al 19 maggio 2020 va effettuata attraverso il portale Sistema tessera sanitaria all’indirizzo www.sistemats.it. La scelta può essere revocata e nuovamente registrata nel Sistema tessera sanitaria più volte, fino al 30 giugno. Il sistema selezionerà l’ultima indicazione caricata cronologicamente.

Il mancato accesso al servizio online “Fse – Opposizione al pregresso” o l’accesso al servizio senza registrare la propria opposizione – avverte il ministero – comporterà il caricamento automatico dei propri dati e i documenti sanitari disponibili e antecedenti al 19 maggio 2020 nel Fse.

Possono opporsi al pregresso i cittadini con assistenza sanitaria o stranieri temporaneamente presenti in Italia. Si accede al servizio online con gli strumenti di identità digitale (Spid, carta d’identità elettronica, carta nazionale dei servizi), oppure con tessera sanitaria e codice Stp (Straniero temporaneamente presente). Le persone che non hanno la possibilità di accesso digitale, possono essere assistite da intermediari autorizzati presso la propria Asl o per il personale navigante o aeronavigante presso gli ambulatori Usmaf-Sasn del ministero della Salute.