Tra hobbies e passatempi pensionati sempre attivi

Toglietevi dalla testa l’immagine degli “umarell”, gli anziani che si ritrovano ad osservare i cantieri e a commentarli, con le mani incrociate dietro alla schiena. Cancellate dalla mente anche la rappresentazione, datata e stereotipata, di nonne che da mattina a sera armeggiano intorno ai fornelli intente a cucinare deliziose prelibatezze. Rimangono luoghi comuni, oggi quanto di più lontano dal modo in cui gli over 65 scelgono di trascorrere il loro tempo libero in Italia.

Innanzitutto c’è chi di tempo libero proprio non ne vorrebbe avere, quasi un pensionato su tre secondo una recente indagine di Eurobarometro, potendo scegliere, continuerebbe a lavorare. Se si prende in considerazione invece chi decide di godersi il meritato riposo, ecco che si apre un mondo di opportunità. Sì, perché praticare hobbies e attività ricreative rientra a pieno titolo tra gli elementi caratterizzanti del cosiddetto invecchiamento attivo: espressione definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come quel “processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane”.

Allora, come trascorrono il loro tempo libero gli over 65? Intanto la televisione non tramonta mai, è quanto segnala l’ultima infografica Istat legata ai consumi culturali: il 95% del target in questione ammette di guardare abitualmente la tv. Dato particolarmente interessante è quello legato alla lettura dei quotidiani almeno una volta alla settimana, tra uomini e donne della terza età il dato è del 56%: un risultato decisamente più elevato della media nazionale che si attesta sul 43%.

Una fetta importante delle attività svolte dagli anziani in Italia riguarda quindi i passatempi passivi, cui va aggiunto l’utilizzo del computer e di internet che in continua crescita ma anche l’ascolto della musica: il 41% degli over 65 del BelPaese risponde di ascoltare abitualmente la radio.

Sbagliato pensare, però, che si si fermi qui. Per quanto concerne gli hobbies attivi, infatti, circa il 21%  degli over 65 sostiene di essere andato al cinema o aver visitato musei e mostre almeno una volta nell’ultimo anno. Ci sono poi tutte quelle attività che, pur non rientrando nella casistica dei consumi culturali sin qui considerati, hanno un ruolo rilevante nella vita di tutti i giorni: lo sport, il ballo, l’esercizio fisico, il giardinaggio, la pittura, il modellismo, il volontario e molto altro ancora. Legati a passioni e interessi personali, i passatempi scelti non hanno limiti e vincoli e difficilmente si prestano ad essere inseriti una categoria predefinita. C’è spazio anche per attività più vintage, si pensi per le donne all’arte del cucire e del ricamare oppure per gli uomini all’arte di collezionare: monete antiche, francobolli, tappi di bottiglie.

Capitolo a parte merita il ritorno sui libri. Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca negli ultimi dieci anni si è registrato un vero e proprio boom da parte degli over 65 iscritti agli atenei italiani che sono aumentati del 50%. Senza considerare, poi, il fenomeno delle Università della Terza Età che raccolgono iscrizioni in ogni parte d’Italia.

Qualunque sia l’attività scelta, i passatempi si rivelano attività fondamentali per il benessere personale e per la salute. Uno studio diretto da Rosebud Roberts della Mayo

Clinic a Rochester, recentemente pubblicato sulla rivista Neurology, dimostra come gli hobbies possano ritardare l’invecchiamento del cervello e addirittura dimezzare il rischio di lieve declino cognitivo. Su un campione di 256 persone di età avanzata monitorate per quattro anni è emerso come la pratica di attività artistiche riduca del 73% il rischio di declino mentale. Non solo, si è visto come la pratica di attività di artigianato, l’uso del computer e lo sviluppo delle relazioni sociali siano in grado di dimezzare quei deficit delle funzioni cognitive che possono degenerare in vera e propria demenza senile.

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