Umbria - Norcia

Come ricostruire nelle zone terremotate: procedure, risorse e strumenti

Questi sono i temi affrontati nell’incontro svolto presso il centro polivalente di Norcia alla presenza di numerosi cittadini.

Ad organizzare l’incontro la Cna dell’Umbria, in collaborazione con Cna Pensionati che ha riunito intorno al tavolo tutti gli attori coinvolti, dalla Regione al Comune di Norcia, dai tecnici al mondo bancario, per fare il punto sulla ricostruzione, ma anche sulla delocalizzazione delle attività produttive.

Infatti da oltre un anno dalle scosse più violente che hanno interessato l’Umbria, le pratiche di ricostruzione presentate all’ufficio speciale per la ricostruzione (Usr) sono poche e poche quelle approvate.

“E’ ovvio che va trovata rapidamente una soluzione – ha affermato nel suo intervento Roberto Giannangeli, direttore di Cna Umbria – Il disagio è reale, le scosse hanno stravolto la vita e il tessuto produttivo di un intero territorio. E’ vero che il fenomeno sismico è stato sicuramente il più grave da molti anni a questa parte, sia per intensità che per estensione e durata nel tempo dello sciame, ma se c’è un sistema per accelerare va individuato e messo in atto.

Sicuramente occorre fare squadra e una maggiore sinergia tra l’ufficio preposto a ricevere le pratiche e i professionisti abilitati a presentarle”.

Molto sentito il problema della delocalizzazione, che molte imprese hanno realizzato a proprie spese, mentre altre sono ancora in attesa che venga approntata l’area preposta, in assenza della quale la produzione non può ancora ripartire.

I dati confermano un aumento della mortalità tra gli anziani di questo territorio. Tale fenomeno è più marcato per coloro che sono stati allontanati dalle proprie case subito dopo il sisma per essere trasferiti in strutture ricettive o sanitarie sparse sul territorio.

Infatti la Usl ha avviato in collaborazione con la Regione un progetto di monitoraggio delle persone anziane fragili presenti nel cratere e del loro reinserimento sul territorio.

Nel corso dell’incontro molta attenzione è stata dedicata agli incentivi e agli strumenti economici adottati per sostenere il sistema produttivo, caratterizzato dalla presenza diffusa di molte imprese di piccole dimensioni operanti nelle costruzioni, nei servizi e nel manifatturiero, in particolare  nell’agroalimentare.

“Crediamo, che vada anche ripensata la cosiddetta zona franca urbana, andando alla revisione dei criteri di ammissibilità, che attualmente lasciano fuori molte imprese che pure hanno subito danni consistenti. Insomma - ha concluso il direttore della Cna - dobbiamo fare tutti un grosso sforzo per far si che la ricostruzione in ogni suo aspetto scorra senza troppi intoppi".

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